ALI

Ali

Ci sono dei momenti in cui vorresti avere le ali per volare via da tutto e da tutti, per vedere tutto dall’alto e non dalla mischia, per raggiungere in un attimo luoghi e persone che ami.

Io, queste ali, le tengo nel cassetto.
Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 400 f/4.0 IS II USM + Extender 1,4 III – Iso 400 – L. 700mm – f/5,6 – 1/2500 sec.

There are moments when you would like to have wings to fly away from everything and everyone, to see everything from above and not from the fray, to reach places and people you love in an instant.

I keep these wings in my drawer.

Il riflesso dell’airone

Il riflesso dell' airone

La giornata è uggiosa, persino la luce, che a fatica passa tra le basse nuvole, sembra intrisa d’acqua. L’airone, come tutti gli altri giorni, è alla ricerca di cibo. Mentre cammina sull’argine della palude la sua immagine si rifletta sull’acqua lievemente increspata. Scatto.

Dati di scatto:

Canon 1DX MKII – Lens EF 500 f/4 IS II + extender 1,4 serie III – 1/1600 sec. – f/5,6 – ISO 2000

The day is gloomy, even the light, which hardly passes through the low clouds, seems soaked with water. The heron, like all the other days, is looking for food. While walking on the bank of the marsh his image is reflected on the slightly rippled water. I take a shot.

Il pensiero volatile

Pensieri Volatili

Spesso, osservando le statue o i busti di personaggi illustri che popolano i nostri giardini pubblici, avevo la sensazione che stessero pensando. Questa riflessione veniva subito rimossaa perché, è un comune sapere, il pensiero è dote degli esseri umani in carne ed ossa e non delle loro rappresentazioni scultoree. Il pensiero degli umani, sebbene invisibile ai cinque sensi, è manifesto nelle sue varie forme e nella possibilità di renderlo condivisibile attraverso la parola, gli scritti e, a volte, semplici atteggiamenti. Esistono pensieri sublimi, pensieri nascosti, pensieri erotici, pensieri fissi, ma tutti appartengono all’uomo vivente, mai alla sua rappresentazione marmorea. Eppure…

Eppure oggi non solo ho avuto la conferma che anche le statue pensano, ma ne ho raccolto la prova fotografica. Nessuno potrà, d’ora in poi, negare che le statue godano di una forma di pensiero: il pensiero volatile.

La foto è stata scattata nei giardini reali di Torino in un giorno di ordinaria follia.

Looking at the statues or busts of famous people who populate our public gardens, I have often had the feeling that they were thinking. This reflection was immediately dismissed because, it is common  knowledge that thought is the gift of human beings in the flesh and not of their sculptural representations. The thoughts of humans, although invisible to the five senses, are manifest in their various forms and in the possibility to share them through words, writings and, sometimes, simple attitudes. There are sublime thoughts, hidden thoughts, erotic thoughts, fixed thoughts, but they all belong to living people, never to their marble representations. But yet… Yet today I have not only had the confirmation that statues also think, but I have collected photographic evidence. No one will be able, from now on, to deny that statues enjoy a form of thought: volatile thought.

The photo was taken in the royal gardens of Turin on a day of ordinary madness.

 Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 24-105 f/4.0 IS USM – Iso 1000 – L. 105 mm – f/9.0 – 1/250 sec.

 

Musica da camera

i due violini

Il concerto è appena finito. Un breve riposo sul divano di velluto per riprendere fiato. È stato faticoso ed impegnativo. Il quartetto per archi di Ravel, l’unico scritto da questo compositore, impegna tecnicamente non poco. Nel quarto movimento spesso si inseguono, con un tempo di esecuzione molto veloce, note brevissime; come macchie di colore sullo spartito. Mentre rifletto su quanto avvenuto, la sua voce attrae la mia attenzione: “È stato bello suonare con te”. Parole che ne ricordano altre simili. In un altro luogo, in un altro tempo, mentre l’alba dipingeva di rosso il cielo.

La foto è stata scattata a Torino, il 4 aprile 2019.

The concert has just finished. A short rest on the velvet sofa to catch my breath. It was tiring and challenging. Ravel’s string quartet, the only one written by this composer, is technically very demanding. In the fourth movement, very short notes often follow each other, with a very fast execution time; like a colored patchwork on the musical score. While I reflect on what has just happened, his voice catches my attention: “It was nice playing with you”. Words that recall similar words. In another place, at another time, while the sunrise was painting the sky red.

The photo was taken in Turin, 4 April 2019.

 Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 12800 – L. 105 mm – f/2,8 – 1/400 sec.

Alla ricerca del nido perduto

Coppia cerca casa

La giovane coppia ha ricevuto un avviso di sfratto ed è alla ricerca di una nuova casa. Entro poche settimane questi ragazzi dovranno lasciare il nido che li ha accolti appena sposati. Si sono affezionati a quelle due stanze in periferia, dove hanno trascorso i primi mesi della loro vita insieme, e dove hanno progettato il loro futuro. Si guardano attorno, in giro per la città. “Ecco, questa andrebbe bene” – dice lui guardando le finestre dell’enorme edificio bianco sulla piazza. Lei ha un leggero senso di vertigine, ed appoggia la testa sulla sua spalla. Lui la guarda con dolcezza e tra il serio ed il faceto sussurra: “Tu dovresti vivere qui, mia regina”. Lei lo guarda e si gira, in cerca di una carrozza che non c’è. Poi, tenendosi per mano, si avviano alla fermata del 72 barrato.

La foto è stata scattata a Piazza Castello, a Torino, nel Marzo 2019

The young couple has received an eviction notice and is looking for a new home. Within a few weeks this couple will have to leave the nest that greeted them as soon as they were married. They have become fond of those two rooms on the outskirts, where they spent the first months of their lives together, and where they planned their future. They look around, out on the town. “Here, this would be fine” – he says looking at the windows of the huge white building on the square. She has a slight sense of vertigo, and rests her head on his shoulder. He looks at her gently and half  serious and half facetious whispers: “You should live here, my princess”. She looks at him and turns around, looking for a royal carriage that isn’t there. Then, holding each other’s hands, they head towards the number 72 bus stop.

The photo was taken in Piazza Castello, in Turin, in March 2019

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 100 – L. 110mm – f/2,8 – 1/1250 sec.

Il violinista

Il violinista

Scorrono veloci, sulla tastiera d’ebano, le dita del violinista. L’archetto accarezza le corde ed il violino parla. Racconta storie tristi, con  i suoi toni  più bassi poi, d’improvviso, cambia il ritmo e cambia i toni; adesso parla di allegria, di momenti di gioia con una voce cristallina. È la storia della vita. La vita di tutti noi, raccontata dalla voce del violino.

La foto è stata scattata a Torino il 30 Marzo 2019

The violinist’s fingers run fast over the ebony fingerboard. The bow brushes the strings and the violin speaks. It tells sad stories, with its lower tones then, suddenly, it changes the rhythm and changes the tones; now it speaks of joy, moments of happiness with a crystalline voice. It’s the story of life. The life of all of us, told through the voice of the violin.

The photo was taken in Turin on March 30, 2019

 

Dati di scatto:

Canon Eos 7D MKII – Lens EF 300mm f/4 – Iso 3200 – L. 300mm – f/4,0 – 1/800 sec.

 

La stagione degli amori

La battaglia delle folaghe

Dovrebbe essere il momento delle tenerezze, delle effusioni, invece… Quei momenti arriveranno, ma prima bisogna lottare, l’amore va conquistato. Ne sanno qualcosa questi due esemplari di folaghe. Poco più in là, una femmina sta a guardare, in attesa del vincitore, il più forte. Quello che potrà assicurare una continuità della specie più sana e robusta. Sembra impossibile che animali, normalmente così docili, possano combattere in maniere così cruenta, a volte sino alla morte. È il prezzo da pagare affinché la vita continui. Come gli umani? No, loro si uccidono per molto meno. 

La foto è stata scattata a Racconigi il 20 marzo 2019

It should be a moment of tenderness, of affections, but instead … Those moments will come but first you must fight, love must be conquered. These two Eurasian Coots know something about this. A little further on, the female is looking on, waiting for the victor, the strongest. The one that will ensure a continuity of the most healthy and robust offspring. It seems impossible that animals, that are normally so docile, can fight so bloodily, sometimes to the death. This is the price to pay for life to continue. Like humans? No, they kill each other for much less.

The photo was taken in Racconigi on March 20, 2019

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens Tamron SP 150-600mm f/5-6.3 Di VC USD G2 – Iso 1600 – L. 600mm – f/8,0 – 1/3200 sec.

 

 

Senza parola

Senza parole

Forse non hanno il dono della parola perchè a loro non serve. Cosa potrebbero aggiungere le parole a quello che già lo sguardo dice. Sarebbero ridondanti o, al contrario, inadeguate. Sono occhi che parlano, più di quanto una bocca saprebbe fare. No, non hanno bisogno di parole per comunicare un indiscusso amore e la voglia di stare insieme.  Senza distinzione di razze.

La foto è stata scattata a Torino il 16 marzo 2019

Maybe they don’t have the gift of speech because they don’t need it. What words could add to what the look already says. Words would be redundant or, on the contrary, inadequate. Eyes that speak, more than a mouth could do. No, they don’t need words to communicate an undisputed love and the desire to be together. Without distinction of race.

The photo was taken in Turin on 16 March 2019

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 100 – L. 200mm – f/5,0 – 1/1000 sec.

L’artista di strada

L'artista di strada

L’artista di strada strappa sorrisi alla gente. Scherza, ride, gioca con il suo pubblico. Ma la vita a lui sorride? Difficile dirlo. Forse quel lavoro è stata una sua libera scelta, una scelta di libertà, non di necessità. Ma anche in questo caso, per la libertà, c’è un prezzo da pagare. A volte la pioggia o il freddo gli impediranno di lavorare, anche se ne avrebbe bisogno, ma più che il clima è la gente che gli fa pagare il prezzo più alto, più ingiusto. Quella gente, tanta, che dopo aver goduto sino in fondo del suo spettacolo si gira e va via, senza lasciare un soldo. Come se loro avessero diritto di prendere tutto senza nulla dare, e lui, l’artista di strada, non avesse alcun diritto di farsi remunerare il suo lavoro. Ti auguro una buona vita, Edward, la meriti.

La foto è stata scattata in Piazza Castello a Torino, il 16 marzo 2019

The street artist makes people smiling. He jokes, laughs, plays with his audience. But does life smile to him? Hard to say. Perhaps that work was his free choice, a choice of freedom,  not a need. But even in this case, in order to have the freedom, there is a price to pay. Sometimes the rain or the cold will prevent him from working, even if he would need to do it, but more than the climate it is the people who make him pay the highest, and most unfair price. Those people, so many, that after having enjoyed his performance up to the end, they turn and walk away, without leaving a penny. As if they had the right to take everything without giving anything, and he, the street artist, had no right to have his work paid. I wish you a good life, Edward, you deserve it.

The photo was taken in Piazza Castello in Turin, on 16th March 2019

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 500 – L. 200mm – f/5,0 – 1/1000 sec.

 

Alla ricerca di Leda

Il cigno in cerca di Leda

No, lui non è Zeus trasformatosi in cigno, e Leda…Leda non è la regina di Sparta e neppure la fotografa, distesa sulla riva della palude, che continua ad inquadrarlo. Lui è soltanto un cigno selvatico. Non ha un suo nome, almeno sino ad adesso gli umani non gliene hanno dato uno. Leda, quella che io chiamo così, era la compagna con cui ogni anno, nella stagione invernale, tornava alla palude per svernare per poi ritornare nel Nord Europa. Quest’anno è arrivato da solo, e può esserci soltanto un motivo, essendo i cigni strettamente monogami: Leda non c’è più. Lui gira senza sosta per la palude, ficcando il becco in tutti gli anfratti, come se la cercasse, poi si ferma e soffia. Uno strano verso, che sembra un doloroso lamento, risuona nell’aria.  Poi guarda un’altra coppia di  cigni poco distanti e vola via. In alto, sempre più in alto, alla ricerca di Leda.

La foto è stata scattata nell’oasi Lipu di Racconigi nel febbraio 2019

No, he is not Zeus transformed into a swan, and Leda … Leda is not the queen of Sparta and not even the photographer, who is lying on the bank of the swamp, and keeps shooting. He is just a whooper swan. He doesn’t have a name, at least until now the humans have not given him one. Leda, I call her this way, was the companion with whom every year, during the winter season, he used to return to the swamp and then, in the spring, return to Northern Europe. This year he arrived alone, and there is just one reason, being the swans strictly monogamous: Leda has passed away. He goes up and down along the swamp, sticking his beak in all the ravines, as if looking for her, then stops and blows. A strange verse, which seems a painful lament, resounds in the air. Then he looks at another pair of swans not far away and flies away. Above, higher and higher, looking for Leda.

The photo was taken in the Lipu oasis of Racconigi in February 2019

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens Tamron SP 150-600mm f/5-6.3 Di VC USD G2 – Iso 400 – L. 600mm – f/6,3 – 1/1250 sec.

 

 

Profili

profili

Si inseguono le colline liguri, nascondendosi l’un l’altra. Lo sguardo inciampa e fatica a raggiungere l’orizzonte. Le nuvole filtrano una scarsa luce, i toni diventano più morbidi, le asperità  si riducono. Appaiono profili, come disegnati con il carboncino, che sembrano ricordare un mare in tempesta. I profumi nell’aria mi riportano sulla terraferma. Non ci saranno naufraghi. Non oggi, non qui.

La foto è stata scattata a Perinaldo nel luglio 2017

The Ligurian hills march into the distance, hiding behind each other. We watch them as they go, but struggle to see the horizon. The clouds let through a poor light, the tones become softer, the rough contours are reduced. Profiles appear, as if drawn with charcoal. They seem to recall a stormy sea. The scents in the air bring me back to the reality. There will be no shipwrecks. Not today, not here.

The photo was taken in Perinaldo in July 2017

Dati di scatto:

Leica C Type 112 – Iso 160 – L 12mm. – f/7,1 – 1/60 sec.

 

 

 

 

La guerrigliera

il corteo dell'anziana

Il corteo risale lungo Via Po. Un drappello di poliziotti, in tenuta antisommossa, sembra tenere tutto sotto controllo. Dai megafoni escono parole dure, nel significato e nei toni. Avverto un po’ di tensione nell’aria. Non sono, per natura ed esperienze, un reporter di guerra e, mentre cerco tra i partecipanti volti che rappresentino l’atmosfera del momento, avverto che la mia preoccupazione cresce. Temo per la mia integrità fisica? per quella della mia preziosa attrezzatura? Non lo so; forse per entrambe. Poi, mentre l’obiettivo continua a scandagliare i volti nella folla, vedo lei. Anziana abbastanza da aver vissuto il ’68 da maggiorenne; occhi che brillano sotto il cappello di lana; sorriso sulle labbra. Quasi una rappresentazione iconografica dell’ Inno alla gioia di Beethoven. No, non ha l’aria di una guerrigliera. La tensione si scioglie.

La foto è stata scattata a Torino nel Gennaio 2019

The protest march goes up along Via Po. A squad of policemen, in riot gear, seems to keep everything under control. Harsh words come out of the megaphones, both in meaning and in tone. I feel a bit of tension in the air. I am not, by nature and experience, a war reporter and, while I am looking for faces that can represent the atmosphere of the moment, I feel my concern grows. Do I fear for myself? for my precious equipment? I do not know; maybe for both. Then, as the camera lens continues to scan the faces in the crowd, I see her. Old enough to have witnessed the ’68 students protest as an adult; eyes that shine under the woollen hat; smile on her lips. Almost an iconographic representation of Beethoven’s “Ode to Joy“. No, she does not look like a guerrilla. The tension slackens.

The photo was taken in Turin in January 2019

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 4000 – L. 200mm – f/2,8 – 1/1000 sec.

 

Il bacio

il bacio

Fa molto freddo in Piazza San Carlo, ma c’è chi non lo avverte. Sicuramente non è la sciarpa o il cappellino a scaldare il cuore. Le dita delle mani sono intrecciate; niente può sfuggire. Gli occhi sono chiusi, nulla deve o può distrarli. C’è tanta tenerezza in quel gesto e, forse in fondo, un po’ di eleganza. Il bacio veste Prada.

La foto è stata scattata a Torino nel gennaio 2019

It is very cold in Piazza San Carlo, but there are those who do not feel it. Surely it is not the scarf or the hat that warms the heart. The fingers of the hands are interlaced; nothing can escape. The eyes are closed, nothing must or can distract them. There is a lot of tenderness in that gesture and, perhaps in the deep, a bit of elegance. The kiss wears Prada.

The photo was taken in Turin in January 2019

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 8000 – L. 185mm – f/6,3 – 1/1000 sec.

Una Toscana inusuale

toscana inusuale

Io vado spesso in Toscana, una regione meravigliosa. Un luogo magico per fotografi paesaggisti. Basta andare in rete per trovare migliaia di immagini di grandi fotografi, quali: Fontana, Rontini, Sentieri, Luca e molti altri. Quasi tutti, e quasi sempre, narrano di sinuose colline dipinte da luminosi colori: i gialli dei girasoli, il verde dei prati e di folti alberi che, senza soluzione di continuità, ricoprono questa terra, mentre il cielo, più azzurro che mai, si lascia pennellare da qualche bianca nuvola. Altri raccontano l’autunno, con i suoi toni dell’arancio e marrone, e lasciano che a parlare sullo sfondo sia una leggera nebbia, che ammorbidisce il profilo dei colli tra i quali si insinua. Qua e là, come macchie sulla tela, antichi casolari di pietra testimoniano la presenza attiva dell’uomo. Ma che succede, quando durante l’inverno, questi colori si spengono e la terra, se non ricoperta dalla neve, è quasi nera? quando gli alberi perdono le loro foglie, stagliandosi come scheletri all’orizzonte, quando il cielo lascia scolorire il suo azzurro in un grigio spento? Sono pochi a raccontarlo. Eppure succede che qualche sera il cielo, colorandosi di rosso, parli di una diversa Toscana. Una Toscana inusuale.

La foto è stata scattata a San Gimignano nel Natale del 2018.

I often go to Tuscany, a wonderful region. A magical place for landscape photographers. Just go online to find thousands of images of great photographers, such as: Fontana, Rontini, Sentieri, Luca and many others. Almost all, and almost always, tell of sinuous hills painted by bright colors: the yellow of sunflowers, the green of the meadows and full trees that, without a solution of continuity, cover this land, while the sky, more blue than ever, it is painted by some white cloud. Others tell the autumn, with its orange and brown tones, and let the light mist, which softens the profile of the hills between which it creeps, talk in the background. Here and there, like stains on the canvas, ancient stone houses testify to the active presence of man. But what does happen when, during the winter, these colors go out and the earth, if not covered by snow, is almost black? when the trees lose their leaves, staring like skeletons on the horizon, when the sky lets its blue color fade into a dull gray? There are few who tell it. Yet it happens that some nights the sky, filling in red, speak of a different Tuscany. An unusual Tuscany.

The photo was taken in San Gimignano on Christmas 2018.

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 5000 – L. 145mm – f/2,8 – 1/1000 sec.

 

 

 

 

 

Un cuore in attesa

il cuore in attesa

Il freddo è pungente questo Natale, e ancora più forte è il desiderio di un caldo abbraccio. Il suo abbraccio. La strada è deserta e non si odono passi. Verrà? Lo aveva promesso, sono certo, verrà! Il cuore è in attesa, morso dal freddo e ancor più dal timore che sia vana. Poi, ecco il rumore di passi sempre più vicini. Tacchi da donna sul selciato accompagnati da passetti di bimba. Mi vede, un grande sorriso, gridolini di gioia e, con i suoi biondi boccoli al vento, mi corre incontro e mi salta in braccio.

Il cuore si scalda. Buon Natale, bambina mia.

La foto è stata scattata a Treviso nel dicembre 2018

The cold is bitter chill this Christmas, and the desire for a warm embrace is even stronger. Her hug. The road is desert and no steps are heard. Will she come? She promised it, I’m sure, she will come! The heart is waiting, bitten by the cold and even more by the fear of a vain wait. Then, the sound of steps closer and closer. Women’s heels on the pavement accompanied by a little girls steps. She sees me, a big smile, screaming with joy and, with his blond curls in the wind, runs towards me and jumps into my arms.

The heart warms up. Merry Christmas, my little girl.

The photo was taken in Treviso in December 2018

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 640 – L. 95mm – f/2,8 – 1/1000 sec.

La chiesetta ortodossa

La chiesetta ortodossa

Dicembre è il mese del Natale, ma non per tutti. Nei paesi di tradizione ortodossa, il Natale si festeggia il 7 gennaio. Pensate a quei pochi bambini (ne esisterà pure qualcuno) che hanno una doppia cittadinanza, tipo italiana e greca. Sarà due volte Natale, quasi come cantava Lucio Dalla, che ne prevedeva tre. Una tredicesima dei regali, il paese dei balocchi. Questo sembra un sogno da ragazzi, eppure… 

Non ditelo ai vostri ragazzi, o sarete accusati di averli fatti nascere nel Paese sbagliato, ma dovete sapere che esistono cinque Paesi al mondo che festeggiano 2 volte il Natale, il 25 dicembre ed il 7 gennaio. Basta andare in Bielorussia, in Eritrea, in Libano, in Moldavia ed in Ucraina ed avrete la doppia festività. Io sarò all’antica, ma credo che già viziamo troppo i nostri bambini con uno solo, figuriamoci…

La foto è stata scattata a Santorini nel maggio 2007

December is the Christmas month, but not for everyone. In the countries of Orthodox tradition, Christmas is celebrated on January 7th. Think of those few children (there will be someone) who have dual citizenship, like Italian and Greek. It will be twice Christmas, almost as Lucio Dalla sang, actually he dreamed three. An additional month of gifts, a playland. This looks like a child’s dream, yet … Do not tell your kids, or you will be accused of having them born in the wrong country, but you must know that there are five countries in the world that celebrate 2 times Christmas, December 25th and January 7th. Just go to Belarus, Eritrea, Lebanon, Moldova and Ukraine and you will have a double holiday. I will be old-fashioned man, but I think we already spoil our children too much with one, let’s imagine…

The photo was taken in Santorini in May 2007

Dati di scatto:

Canon Eos 5D – Lens EF 24-105 f/4.0 L IS USM – Iso 100 – L. 24mm – f/4,0 – 1/2000 sec.

 

 

 

L’uomo ideale

Anatra mandarina 2

Se l’anatra mandarina fosse un uomo, sarebbe l’uomo ideale. Il maschio di questa specie, quello della foto, è nel mondo delle anatre qualcosa come George Clooney, Richard Gere, Sean Connery messi insieme. Bello da morire. Ma non è questa la sola virtù del nostro “bello” anatroccolo. Possiede una dote che nel genere umano è tanto rara quanto preziosa: è fedele. Una volta scelta la compagna le rimane a fianco sempre. Bello e fedele, what else? Ebbene, c’è dell’altro: aiuta in casa. Se è la femmina a scegliere il luogo dove nidificare, poi lui l’aiuta nella sistemazione e nel mantenere il nido in ordine. Peccato che, mentre i brutti anatroccoli possono diventare cigni, quelli belli non possano diventare uomini.

La foto è stata scattata a Racconigi. Maggio 2017

If the mandarin duck were a man, he would be the ideal man. The male of this species, that you see in the photo, is in the ducks world something like George Clooney, Richard Gere, Sean Connery all in one. Dead handsome. But this is not the only virtue of our “beautiful” duckling. He possesses a gift which in mankind is as rare as it is precious: he is faithful. Once chosen the partner, he stays with her always. Beautiful and faithful, what else? Well, there’s one thing more: he helps at home. It is the female that chooses where to build the nest, but he helps her in the construction and keeping the nest in order. It is a pity that, while the ugly ducklings can become swans, the beautiful ones can not become men.

The photo was taken in Racconigi. May 2017

 

Dati di scatto:

Canon Eos 7D MKII – Lens Tamron SP 150-600mm f/5-6.3 Di VC USD G2 – Iso 3200 – L. 600mm – f/7,1 – 1/2000 sec.

Nostalgie

Paesaggio antico di Etretat

Ci sono delle mattine in cui, quando mi sveglio, mi assale una forte nostalgia dei tempi andati. A volte è così forte da portarmi indietro in tempi mai vissuti, forse soltanto immaginati leggendo qualche scrittore ottocentesco. Seduto sulla mia poltrona cerco di rifuggire dai segni della modernità. Impresa impossibile: dalla finestra giunge il rumore delle auto, quando io avrei voluto sentire calessi; il televisore, sulla parete di fronte, non mi ricorda affatto un dipinto della campagna inglese; e che dire del computer che domina sulla mia scrivania, quella sì art déco. Decido di non darla vinta alla modernità, almeno per qualche ora, ma al contrario piegarla ai miei desideri. Ecco, mi siedo davanti al mio Mac e mi trasformo in un fotografo dei primi del ‘900.

La foto è stata scattata a Étretat, Normandia. Luglio 2007

It happens in the morning, when I wake up, that I feel a strong nostalgia for the old days. Sometimes it is so strong that it takes me back in times I never experienced, perhaps only imagined by reading some nineteenth-century writers. Sitting in my armchair I try to escape from the symbols of modernity. Impossible task: the noise of the cars comes from the window, when I wanted to hear carriages; the TV, on the opposite wall, doesn’t remind me at all an old painting of the English countryside; and what about the computer that dominates on my desk that, at least the desk, is true art déco. I decide not to let modernity wins, at least for a few hours, but instead to bend it to my desires. Here, I sit in front of my Mac and I become an early ‘900 photographer.

The photo was taken in Étretat, Normandy. July 2007

Dati di scatto:

Canon Eos 5D – Lens EF 24-105 f/4.0L USM – Iso 200 – L. 24mm – f/14 – 1/320 sec.

 

 

Che sbandata!

Atterraggio problematico

Lei è molto carina e, sì lo confesso, mi piace moltissimo. Sono giorni che la corteggio, pinneggiando per la palude al suo fianco. Lei ancora non si è decisa. I pretendenti sono tanti e, non appena mi allontano un attimo, si danno da fare e si avvicinano pericolosamente. Tutti dicono che ho preso una brutta sbandata, ma da dove si vedrà poi? Comunque devo stare in guardia. Ecco, un’altro che si avvicina. Arrivoooo, splash, ciaff, ploff!

La foto è stata scattata a Racconigi. Novembre 2018

She is very pretty and, yes I have to admit it, I like her very much. I have been romancing her for days, finning around the swamp beside her. She has not decided yet. There are many suitors, and as soon as I step away for a moment, they have a try and approach dangerously. Everyone says I got a bad crush, but how can they see it? However I must stay alert. Look there, another one approaching. Cooooming, splash, ciaff, ploff!

The photo was taken in Racconigi. November 2018

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens Tamron SP 150-600mm f/5-6.3 Di VC USD G2 – Iso 4000 – L. 600mm – f/8,0 – 1/3200 sec.

La parità dei sessi

La parità dei sessi

Non sono certo i capelli raccolti in una crocchia e la borsa decisamente femminile, che lui sta momentaneamente reggendo, né il cappello da uomo, che lei porta con naturalezza, a raccontare di una parità di sessi. Se così fosse, si svilirebbe in un aspetto puramente formale un problema millenario e molto serio. La Storia è tappezzata di figure maschili, con rarissime eccezioni: Cleopatra, Isabella di Spagna, Elisabetta d’Inghilterra e pochissime altre. Ma le donne comuni? Non c’è mai stato molto spazio per loro e, se qualcuna dimostrava capacità e spirito di iniziativa, veniva tempestivamente condannata o barbaramente uccisa. La storia di Ipazia, una tra le tante, docet.

A volte mi chiedo come sarebbe il mondo adesso se, sin dalle origini, ci fosse stata una vera parità tra uomini e donne. Sicuramente un mondo migliore. L’uomo – è risaputo – prevale nella forza bruta, ma nella sensibilità, nell’equilibrio, nella dedizione, e forse nella stessa intelligenza, prevale certamente la figura femminile. La Natura, che nulla fa a caso, ha infatti affidato la cosa più preziosa, la creazione della vita, per nove mesi ed oltre, alla donna. All’uomo ha riservato pochi minuti. Bisognerebbe riflettere.

La foto è stata scattata a Parigi. Agosto 2018

For sure are not the hair put up in a bun, and the bag distinctly feminine, that he is temporarily holding, and not even the hat for men, that she wears  seamless, to talk about gender equality. If this were the case, a millennial and very serious problem would be diminished in a purely formal aspect. History is crowded by male figures, with very rare exceptions: Cleopatra, Isabella of Spain, Elizabeth of England and very few others. What about ordinary women? There has never been much room for them and, if someone showed ability and spirit of initiative, she was promptly condemned or barbarically killed. The history of Ipatia, one of many, docet. Sometimes I wonder what the world would be like now if, since the beginning, there had been true equality between men and women. Surely a better world. Man – it is known – prevails in brute force, but in sensitivity, balance, dedication, and perhaps even in the intelligence, the female figure certainly prevails. Nature, which does nothing by chance, has entrusted the most precious thing, the creation of life, for nine months and beyond, to the woman. It reserved a few minutes for the man. We should think.

The photo was taken in Paris. August 2018

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 1000 – L. 70mm – f/2,8 – 1/800 sec.

I gemelli? No

A volo radente

La giornata è stata lunga e faticosa, ma quello che ha prosciugato le rimanenti energie della cicogna è stata l’ultima consegna: una coppia di paffuti gemelli. Quasi sette chili in due. Questi sono trasporti per cicogne giovani. Lei non ha più l’età, e quasi non riesce a sollevarsi da terra dopo questo sforzo. No, basta, ha deciso. Andrà a parlare con il capo e chiederà l’esonero da questi trasporti. No, i gemelli no.

La foto è stata scattata a Racconigi. Novembre 2018

It has been a long and tiring working day, but what has dried up the last energies of the stork it was the last delivery: a couple of chubby twins. Almost seven kilos in total. These are transports for young storks. She is no longer in age, and almost can not take off from the ground after this effort. No, enough is enough, she has decided. She will go and talk to the boss and ask for exemption from these kind of transports. No, no more twins.

The photo was taken in Racconigi. November 2018

Dati di scatto:

Canon Eos 7D MKII – Lens Tamron SP 150-600mm f/5-6.3 Di VC USD G2 – Iso 1600 – L. 600mm – f/8,0 – 1/3200 sec.

Il vino antico

Le colline senesi

Scivolano verso il fondo della collina i filari della vigna, mentre le torri medioevali di San Gimignano, dall’alto del colle, sembrano tenere tutto sott’occhio. È un vino antico la Vernaccia prodotta in questa zona. Ne parla Dante nella Divina Commedia, come il vino preferito da un Papa. Più tardi lo ritroviamo sulla mensa di Lorenzo il Magnifico, alla corte dei Medici. Anch’io oggi, dopo aver pasteggiato con questo delizioso vino, mi sento un po’ come un Papa, e forse anche un po’ come un re. Saranno i fumi dell’alcool.

La foto è stata scattata a San Gimignano. Febbraio 2017

The rows of the vineyard slide down to the bottom of the hill,  while the San Gimignano’s medieval towers, from the top of the hill, seem to keep an eye on everything. Vernaccia is an ancient wine produced in this area. Dante speaks of it in the Divina Comedia, as the wine preferred by a Pope. Later we find it on the table of Lorenzo il Magnifico, at the Court of the Medici. Today, having eaten with this delicious wine, I, too, feel a bit like a Pope, and perhaps even a bit like a king. It will be the alcohol effect.

The photo was taken in San Gimignano. February 2017

Dato di scatto:

Canon Eos 5d MKII – Lens EF 24-105L  IS USM – Iso 200 – L. 35mm – f/14 – 1/125 sec.

 

 

Pittografo o Fotopittore?

Canaletto_

Nessuna delle due cose. Fino a pochi anni fa, prima dell’avvento del digitale, il pittore aveva, rispetto al fotografo, il vantaggio di poter rappresentare la scena che dipingeva in accordo con il suo sentire. Poteva eliminare o aggiungere dettagli, cambiare la tonalità della luce, trasformare la scena dipinta secondo le sue emozioni. Tutto ciò non era consentito al fotografo amatoriale, che si limitava a trasferire sulla pellicola, più o meno bene, la realtà così come si presentava davanti al suo obiettivo. Oggi, grazie alle nuove tecnologie, il fotografo acquisisce nuovi strumenti che, a volte in modo eccessivo come in questa foto, gli consentono di modificare la realtà e “avvicinare” il modo di operare a quello di un pittore. Questa foto, elaborata in modo pesante per questo esperimento, utilizza uno scatto del mio archivio veneziano per simulare un quadro del Canaletto. La prima cosa che ho fatto, dopo aver scelto questa veduta del Canal Grande, è stata quella di eliminare tutti i motoscafi, vaporetti et similia che non esistevano nel ‘700, quando il Canaletto dipingeva le sue vedute. Successivamente ho riempito gli spazi lasciati vuoti con strutture, colori e luci compatibili e in armonia con l’ambiente circostante. Un lavoro lungo e di precisione, poiché nei giorni nostri il canale è molto affollato. Infine ho aggiunto un filtro che potesse dare una consistenza pittorica all’immagine, ho accentuato la tonalità arancione per creare un effetto crepuscolo, e voilà… ecco un’opera di bottega del grande pittore veneziano.

La foto è stata scattata a Venezia. Luglio 2014.

Neither of those things. Until a few years ago, before the advent of digital technology, the painter had, compared to the photographer, the advantage of being able to represent the scene he painted in accordance with his feelings. He could eliminate or add details, change the light tonality, transform the painted scene according to his emotions. All this was not allowed to the amateur photographer, who limited himself to transferring reality,  more or less perfect, as it was in front of his lens. Today, thanks to new technologies, the photographer acquires new tools that, sometimes in an excessive way as in this picture, allow him to change reality and “make the way of working” similar to that of a painter. This photo, strongly elaborated for this experiment, uses a shot of my Venetian archive to simulate a painting by Canaletto. The first thing I did, after choosing this view of the Canal Grande, it was to eliminate all the motorboats, vaporettos et similia that did not exist in the eighteenth century, when Canaletto painted his views. Then I filled the spaces left empty with compatible structures, colors and lights coherent  with the surrounding environment. A time consuming and detailed job, because in our days the channel is very crowded. Finally I added a filter that could give a pictorial consistency to the image, I accentuated the orange tone to create a twilight effect, and voilà… here is a workshop work of the great Venetian painter.

The photo was taken in Venice. July 2014.

Dati di scatto:

Canon Eos 5D – Lens EF 24-105 f/4L IS USM – Iso 200 – L. 24 mm – f/16 – 1/640 sec.

I racconti del fiume

Il silenzio della nebbia

È una nebbia leggera quella che si sta poggiando sul Po. L’aria, umida e fredda, mi avvolge insieme ad un silenzio inusuale. Anche il rumore dei passi giunge attutito alle orecchie. No, non c’è nessun altro che passeggia sulla riva. Mi siedo su una panchina e, mentre guardo le foglie ed i rami trasportati dalla corrente, ascolto i racconti del fiume.

La foto è stata scattata ai Murazzi di Torino. Gennaio 2017.

It is a dim fog that is resting on the Po. The air, wet and cold, wraps me with an unusual silence. Even the sound of footsteps comes muffled to the ears. No, there is no one else walking on the shore. I sit on a bench and, while I look at the leaves and branches carried by the current, I listen to the river’s tales.

The photo was taken at the Murazzi in Turin. January 2017

Dati di scatto:

Leica C Typ 112 – Iso 400 – L. 6 mm. – f/5,6 – 1/30 sec.

Il teletrasporto

Il lettore misterioso

Gli appassionati di Star Trek non faranno fatica a crederlo. Sembrerebbe che questo distinto signore, mentre stava tranquillamente leggendo il giornale in ufficio, sia stato colpito da un raggio cosmico, o chissà quale altra diavoleria, e teletrasportato nel bel mezzo di un parco parigino. Lui sembra non essersi accorto di nulla, ma potrebbe restarci secco se solo si guardasse attorno. Per favore, Capitan Kirk, riportalo silenziosamente al suo posto, prima che sia troppo tardi.

La foto è stata scattata a Parigi. Agosto 2018

Star Trek fans will not struggle to believe it. It would seem that this distinguished gentleman, while he was quietly reading the newspaper at the office, was struck by a cosmic ray, or who knows what other devilry, and teleported in the middle of a Parisian park. He seems not to have noticed anything, but he could have a stroke if only he looked around. Please, Captain Kirk, bring him back quietly to his place, before it’s too late.

The photo was taken in Paris. August 2018

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 400 – L. 140mm – f/4.0 – 1/800 sec.

 

 

Le foglie d’autunno

Sono soltanto foglie

Sono soltanto foglie. Tra poco cadranno e di loro, sui rami nudi, rimarrà solo un ricordo. Eppure, in questa loro ultima stagione, sanno ancora farci un dono. Ormai, quasi secche si lasciano attraversare da una luce che dà calore, e guardandole ti fermi e rifletti. No, questa non è più l’età delle passioni, dei gesti di forza. È il momento dell’amore, quello sereno, senza turbolenze. Quello che, quando ti giri, sai che è lì. Non ci sono dubbi. C’è qualche vantaggio ad essere anziani, come le foglie d’autunno.

La foto è stata scattata a Torino. Novembre 2018

They are just leaves. Soon they will fall and of them, on the bare branches, will remain only a memory. Yet, in their final season, they still know how to give us a gift. Now, almost dry let themselves be passed  through by a light that gives warmth, and watching them you stop and think. No, this is no longer the age of passions, of a show of force. It is the moment of love, the peaceful one, without turbulence. The one that, when you look around, you know it’s there. No doubts. There is some advantage to be elderly, like autumn leaves.

The photo was taken in Turin. November 2018

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 100 – L. 125mm – f/2,8 – 1/1250 sec.

Il coccodrillo e il golfista

Il coccodrillo golfistaa

“È uno sport tranquillo, puoi farlo senza problemi”. Così mi diceva un mio amico bergamasco quando, io ero già sessantenne, voleva invogliarmi a giocare a golf. Certamente lui pensava che  avrei giocato non oltre il lago di Garda o le colline toscane dove, nella peggiore delle ipotesi, si possono vedere le tracce lasciate sul campo dai cinghiali nelle loro scorribande notturne.

Che non fosse uno sport proprio tranquillo me ne accorsi la prima volta in Florida quando, mentre mi apprestavo a colpire la pallina finita al bordo di un laghetto, il mio compagno di gioco lanciò un grido di allarme, avvisandomi che un grosso alligatore stava nuotando verso di me, forse attratto dai miei nudi polpacci. Mi dissero che nei laghetti dei campi da golf, in  quella parte del mondo, era abbastanza usuale che ci fossero alligatori. Bastava prestare un po’ di attenzione. 

In Malesia non sono gli alligatori a creare problemi. Niente grossi rettili. Soltanto piccoli serpenti velenosi che, in genere, si annidano ai bordi del campo dove è facile finisca qualche pallina. Lì mi dissero che bastava un po’ di cautela, prima di avventurarsi nel “bush”. Vuoi farne un problema?

In Sudafrica, ho giocato in diversi golf clubs, il più spettacolare è il Lost City Golf Club a Sun City. Il campo si trova al confine del Pilanesberg National Park. Un ottimo posto… per un safari. In quel campo il problema arriva alla buca 13, il numero è quello giusto. La mia pallina, dopo un volo di oltre cento metri, decide di atterrare a pochi centimetri dalle fauci di un enorme coccodrillo che dormicchia sotto un grosso arbusto. Considero la situazione e, senza alcun dubbio, mi avvalgo di una regola del gioco del golf: dichiaro la palla persa, pago un colpo di penalità e torno indietro a tirare un altro colpo. Che altro? Ah, sì, scatto la foto.

La foto è stata scattata al Golf Club Lost City in Sudafrica. Febbraio 2011

“It’s a quiet sport, you can do it without problems”. This is what a friend of mine from Bergamo said to me when, I was already sixty, he wanted me to play golf. Certainly he thought that I would have played no far away than Garda lake or the tuscan hills where, at worst, you can see the tracks left on the fairway by wild boars during their night raids.

I noticed that it was not a really quiet sport for the first time in Florida when, while I was about to hit the ball over the edge of a pond, my playmate gave a cry of alarm, warning that a large alligator was swimming towards me, perhaps attracted by my naked calves. They told me that in the golf courses ponds, in that part of the world, it was quite usual to have close encounters with alligators. Just pay attention.

In Malaysia, its are not the alligators that create problems. No large reptiles. Only small poisonous snakes that, generally, nestle at the edges of the fairway where it is easy that some balls land. in Malaysia they told me that a little caution was enough, before venturing into the bush. Do you want to make it a problem?

In South Africa, I have played in several golf clubs, the most spectacular is the Lost City Golf Club in Sun City. The camp is located on the border of Pilanesberg National Park. A great place … for a safari. In that golf course the trouble reaches me at the hole 13th, the number is the right one. My ball, after a flight of over a hundred meters, decides to land a few inches from the jaws of a huge crocodile that sleeps under a big bush. I consider the situation and, without any doubt, I avail myself of a rule of golf : I declare the ball lost, I pay a stroke of penalty and I go back for another shot. What else? Ah, yes, I take the picture.

The photo was taken at the Lost City Golf Club in South Africa. February 2011

 

Dati di scatto:

Canon Ixus 210 – Iso 100 – f/5,0 – 1/100 sec.

 

L’airone curioso

Portrait

Sono nascosto lungo la riva della palude e sto fotografando un airone bianco che, una ventina di metri più in là, è alla ricerca del suo pasto nelle acque fangose. “Ciaf, ciaf!” – si avvicina un po’. Evidentemente non ha notato la mia presenza. Bene! “Ciaf, ciaf!” – è ancora più vicino. Inquadrature perfette, non usuali. L’airone alza la testa e dirige lo sguardo verso di me. Mi ha visto? Scapperà? “Ciaf, ciaf!” – adesso sarà ad una decina di metri, ormai non entra completamente nell’inquadratura fotografica. “Ciaf, ciaf!” –  lo guardo e istintivamente penso che l’airone è alto più di un metro ed ha una apertura alare di quasi due. “Ciaf, ciaf!” –  adesso è a circa cinque metri da me. Mentre scatto questa foto penso quanto possa essere pericoloso il suo becco e cerco di farmi coraggio. Mi avrà scambiato per un grosso topo? No, infatti mi lancia un ultimo sguardo e vola via. Una goccia scivola sulla mia fronte. Piove? No, è sudore.

La foto è stata scattata a Racconigi. Ottobre 2018.

I’m hidden along the swamp’s bank and I’m taking pictures of a white heron that, twenty yards away, is looking for its meal in the muddy waters. “Ciaf, ciaf!” – it approaches a little. Evidently it didn’t notice my presence. Well! “Ciaf, ciaf!” – it is even closer. Perfect shots, not usual. The heron lifts its head and directs its gaze towards me. Has it seen me? Will it run off? “Ciaf, ciaf!” – now it is about ten meters away, and it does not completely fit into the photographic frame. “Ciaf, ciaf!” – I look at it and instinctively think that the heron is more than a meter tall and it has a wingspan of almost two. “Ciaf, ciaf!” – now it’s around five meters from me. While I take this picture I think how dangerous his beak can be and I try to be brave. Will it have mistaken me for a big mouse? No, in fact, it throws me a last glance and flies away. A drop slips on my forehead. Is it raining? No, it’s sweat.

The photo was taken in Racconigi. October 2018.

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens Tamron SP 150-600mm f/5-6.3 Di VC USD G2 – Iso 1000 – L. 600mm – f/8,0 – 1/1250 sec.

Il silenzio delle pietre

Le pietre di Erice

L’ho incontrato per caso, sul lungomare di Trapani, dopo più di vent’anni. Abbracci, sorrisi, qualche battuta sull’aspetto fisico e sui segni dell’età, poi si decide di cenare insieme. Il ristorante scelto è la Taverna Paradiso, dove ci servono un ottimo cous cous alla trapanese. Il vino, un fresco Insolia, accompagna i nostri racconti. Le parole, con il passare delle ore, e con l’ influenza di una seconda bottiglia, diventano più confuse e senza senso. Forse è ora di andare. Solo allora, guardando la mia attrezzatura fotografica che non avevo mai mollato, mi chiede: “Cosa hai fotografato oggi?”. Non rispondo subito, mi soffermo a pensare sulla mia giornata trascorsa tra le stradine di Erice, poi dico: “Il silenzio delle pietre”. Mi abbraccia e, non senza aver dato uno sguardo alla bottiglia vuota di Insolia, va via.

La foto è stata scattata ad Erice. Febbraio 2006

I met him by chance, on the waterfront of Trapani, after more than twenty years. Hugs, smiles, some jokes about the physical appearance and the signs of age, then we decide to have dinner together. The restaurant chosen is the Taverna Paradiso, where they serve us an excellent cous cous alla trapanese. The wine, a cool Insolia, accompanies our stories. Words, with the passing of the hours, and with the influence of a second bottle, become more confusing and meaningless. Maybe it’s time to go. Only then, looking at my photographic equipment that I had never lost of sight, asked me: “What have you photographed today?”. I do not answer immediately, I pause to think about my day spent along the Erice streets, then I say: “The stones silence”. He hugs me and, not without having looked at the empty bottle of Insolia, goes away.

The photo was taken in Erice. February 2006

Dati di scatto:

Canon Eos 20D – Lens ES 28 – 105 – Iso 200 – L. 28mm. – f/5,6 – 1/100 sec.

 

 

L’airone e Villa della Regina

Il mio vicino di casa

Non c’è una storia per questa foto. C’è la foto e basta. Pioviggina e un pallido raggio di sole, sfiorando le ali dell’airone cenerino, si poggia sulla facciata di Villa della Regina.

La particolare luce, e la voluta sfocatura della villa, creano un effetto pittorico che, a me, ricorda i dipinti di John Constable, un pittore inglese del ‘700.

La foto è stata scattata dal balcone di casa a Torino. Ottobre 2018.

There is not a tale for this picture. There is the photo and that’s it. It drizzles and a pale ray of sun, grazing the wings of the gray heron, rests on the facade of Villa della Regina.

The particular light, and the deliberate blurring of the villa, create a pictorial effect that, to me, recalls the paintings of John Constable, an English painter of the eighteenth century.

The photo was taken from the balcony of the house in Turin. October 2018.

Dati di scatto:

Canon Eos 7D MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 400 – L. 200mm – f/2,8 – 1/2000 sec.

Il gabbiano Jonathan Livingston

Tutti pazzi per il gabbiano Jonathan

Continua a volare su e giù nel tratto antistante del Po, e sembra divertirsi mentre fa delle incredibili acrobazie. Il giovane gabbiano sembra un emulo di Jonathan Livingston e citando Richard Bach: “ A quel gabbiano lì, invece, non importava tanto procurarsi il cibo, quanto volare. Più d’ogni altra cosa al mondo, a Jonathan Livingston piaceva librarsi nel cielo.”  

La sua apparente gioia sembra contagiosa e qualcuno, sulla riva opposta del fiume, solleva un braccio per salutarlo.

Vola in alto, Jonathan. Vola libero.

La foto è stata scattata dal balcone di casa a Torino. Ottobre 2018

It keeps flying up and down in the front area of the Po river, and it seems to have fun while doing some amazing acrobatics. The young seagull looks like an emulator of Jonathan Livingston and quoting Richard Bach: “For this gull, though, it was not eating that mattered, but flight. More than anything in the world, Jonathan Livingston liked to soar in the sky.”

Its apparent joy seems contagious and someone, on the opposite bank of the river, raises an arm to greet it.

Fly high, Jonathan. Fly free.

The photo was taken from the balcony of the house in Turin. October 2018

Dati di scatto:

Canon Eos 7D MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 400 – L. 200mm – f/2,8 – 1/1600 sec

 

La solitudine dello skipper

La solitudine dello skipper

Piove. Si annuncia tempesta e la barca è rimasta agli ormeggi. Gocce di pioggia scivolano sul vetro della finestra. Altre gocce rigano le sue guance. La sua tempesta personale è scoppiata da diversi giorni, e non accenna a placarsi. Non ci sono altri rumori nella casa, solo il sibilo del vento che si infiltra tra le vecchie imposte e parla alla sua solitudine. Poi, un driin sul telefonino lasciato sul tavolo. Un messaggio brevissimo; due parole che non necessitano aggiunte: “Domani arrivo”. La tempesta si placa.

La foto è stata scattata a Procida.  Giugno 2018.

It rains. Storm is announced and the boat remained at the moorings. Raindrops slip on the window glass. Other drops streak his cheeks. His personal storm has broken out for several days, and no signs of waning. There are no other noises in the house, only the hiss of the wind that infiltrates the old shutters and speaks to his solitude. Then, a driin on the phone left on the table. A very short message; three words that do not need additions: “Tomorrow I arrive”. The storm subsides.

The photo was taken in Procida. June 2018.

Dati di scatto:

Leica C Typ 112 lens 28- 200 f/2.0-5.9 – Iso 250 – L 6mm. – F/5.0 – 1/60 sec.

Il balcone di Palazzo Gigi

Il balcone di Palazzo Gigi

Sono da poco passate le 7 del mattino quando, incantato dallo spettacolo, mi sono affacciato dal balcone di casa. Certo non ho fatto nulla di particolarmente eccezionale, mi sono limitato a trattenere il respiro e ad ammirare la bellezza che mi circondava. Peccato, un balcone così meriterebbe di più, molto di più. Usarlo, per esempio, per annunziare che la povertà è stata sconfitta, che ce l’abbiamo fatta. Vorrei, ma mi hanno insegnato a non dire le bugie, tanto più dai balconi. Rientro, sperando che presto arrivi la luce del giorno.

La foto è stata scattata dal balcone di casa a Torino. Ottobre 2016

 

It’s just passed 7 am when, enchanted by the landscape, I looked out of home balcony. I did not do anything particularly exceptional, I limited myself to hold my breath and admire the beauty that surrounded me. So bad, a balcony like this one would deserve more, much more. To use it, for example, to announce that poverty has been defeated, that we achieved our targets. I would like, but they taught me not to tell lies, especially from balconies. I go back in the house, hoping that the light of day will come soon.

P.S. for international readers: If you are note aware of italian politic issues, it is difficult to understand the story. In this case just enjoy the photo.

The photo was taken from home balcony in Turin. October 2016

Dati di scatto:

Ipad Pro

Guardando il fiume

Guardando il fiume

Chissà quali pensieri nella mente di questa giovane donna che, da diverso tempo, sta immobile ad osservare il fiume. È l’autunno che si riflette sull’acqua a catturare la sua attenzione? Certo, i colori delle foglie che dipingono il fiume attraggono lo sguardo, ma sarà solo questo? Poi, dopo un tempo che sembra infinito, si gira. C’è stanchezza nel suo volto. Mi sembra di cogliere una lacrima. I colori si spengono.

La foto è stata scattata al Parco Valentino a Torino. Ottobre 2018.

Who knows what thoughts in the mind of this young woman who, for some time, is still watching the river. Is it the autumn that is reflected on the water that captures her attention? Of course, the colors of the leaves that paint the river catch the glance, but will this be the only reason? Then, after a time that seems infinite, she turns. There is tiredness in her face. Seem me to notice a tear. The colors fade.

The photo was taken at Valentino Park in Turin. October 2018.

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 400 – L. 100mm – f/2,8 – 1/800 sec.

 

 

 

L’amore senza età

L'amore senza età

Le ha regalato ancora dei fiori. Sono sessant’anni che lo fa, nel giorno del loro anniversario. Prima, quando erano giovani, facevano coincidere le loro ferie con quella data. Ogni anno organizzavano un viaggio, in un posto di cui avevano parlato e sognato, e partivano per una rinnovata luna di miele. Con l’avanzare degli anni, i viaggi e le partenze sono diventati più faticosi, allora si sono fatti bastare una passeggiata nel parco vicino casa. Loro, con l’aiuto di un bastone; il loro amore, invece, continua a farne a meno.

Buon anniversario.

La foto è stata scattata al Parco del Valentino, Torino. Ottobre 2018.

He has still given her some flowers. It is sixty years that i does it, on the anniversary day. Long time ago, when they were young, they made their holidays coincide with the anniversary date. Every year they organized a trip, in a place they had talked about and dreamed of, and then left for a renewed honeymoon. As the years went by, travels and departures became more difficult, so they made a walk in the near park to be enough. They, with the help of a stick; their love, instead, continues to do without it.

Happy Anniversary.

The photo was taken at the Parco del Valentino, Turin. October 2018.

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 500 – L. 125 mm – f/2,8 – 1/800 sec.

Le rocce di granito

 

Le rocce di granito

Io non ho le parole adatte. Come descrivere la finezza della sabbia se non la lasci scorrere tra tue mani. Il rumore del vento e del mare si possono raccontare? Le sensazioni del tuo animo che, nella completa solitudine, si ritrova a godere di tanta bellezza, si possono comunicare con le parole? Forse un poeta o un grande scrittore; io non lo sono. E quelle rocce granitiche? Modellate nei millenni dal mare e delicatamente arrotondate, hanno una bellezza naturale che nessuno scultore vorrebbe usarle per farne una sua opera. Vero, Michelangelo?

La foto è stata scattata a La Digue – Seychelles nel dicembre 2016

I don’t have the right words. How to describe the fineness of the sand, if you don’t let it flow from your hands. Can the sound of the wind and the sea be told? Can the feeling of your soul which, in complete solitude, find itself enjoying so much beauty, can it be transmitted with words? Maybe a poetry or a great writer; I am not any of them. And those granite rocks? Shaped over millennia by the sea and gently rounded, they have a natural beauty that no sculptor would like to use them to make one of his works. Is it true, Michelangelo?

The photo was taken at La Digue – Seychelles in December 2016

Dati di scatto : Leica C typ 112 – Lens 28 – 200 equiv. – Iso 80 – l. 28 mm. – f/8.0 – 1/320 sec.

Il giardiniere matto

Il giardiniere visionario

C’era una volta un giardiniere talmente innamorato delle sue piante che voleva lo seguissero quando usciva di casa. Nonostante gli inviti e le preghiere che rivolgeva loro, queste rimanevano ferme nel loro giardino. Un giorno il giardiniere ebbe una fantastica idea: fare crescere le sue adorate piante con una forma sferica, così che rotolando potessero seguirlo nel suo girovagare. Dopo anni di esperimenti riuscì nel suo intento; il suo giardino era ricoperto da piante sferiche, ma queste, nonostante la loro forma, rimanevano radicate al loro posto. Il giardiniere, ormai diventato matto a causa della sua ossessione, ebbe una idea illuminante: tagliare le radici. La soluzione funzionò e le piante, con una leggera spinta, rotolarono dietro di lui. Ma il giardiniere non aveva previsto una cosa, ovvia ai più, ovvero che le piante, private delle loro radici, una dopo l’altra, sarebbero morte tutte. Quando questo inevitabilmente accadde, il giardiniere sparì e di lui non si seppe più nulla. Ciò che rimane è questa sua foto, che lo ritrae con una delle sue adorate piante.

La foto è stata scattata alla mostra Flor a Torino. Ottobre 2018

Once upon a time there was a gardener so in love with his plants that he wanted they follow him every time he went out. Despite the invitations and prayers he addressed to them, they remained in the garden. One day the gardener had a fantastic idea: to grow his beloved plants with a spherical shape, so that rolling could follow him in his wanderings. After years of experiments he succeeded in his intent; his garden was covered with spherical plants, but these, despite their shape, remained rooted in their place. The gardener, now gone mad due to his obsession, had an illuminating idea: to cut the roots. The solution worked and the plants, with a slight push, rolled behind him. But the gardener had not foreseen one thing, obvious to the most, that the plants deprived of their roots, one after the other, would all die. When this inevitably happened, the gardener disappeared and nothing was heard of him again. What remains is this photo of him with one of his beloved plant.

The photo was taken at the Flor exhibition in Turin. October 2018

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 100 – L. 95 mm – f/2,8 – 1/160 sec.

La camera d’albergo

Jumeirah Al Qasr

L’aereo da Francoforte atterra dopo poco più di sei ore di volo. È quasi mezzanotte quando arrivo in camera, nel solito albergo. Si percepiscono profumi d’oriente nella stanza, e un lusso sprecato. Guardo l’enorme letto e so già che, quando stanotte nel dormiveglia allungherò il braccio, troverò solo un cuscino ad aspettarmi. Tu non ci sei. Domani sera un altro volo: Singapore; un altra camera d’albergo; un’altra solitudine. 

La foto è stata scattata nell’hotel Jumeirah Al Qasr, Dubai. Febbraio 2010

The plane from Frankfurt lands after a bit more than six hours flight. It’s almost midnight when I get to my room, in the usual hotel. You perceive oriental scents in the room, and an unneeded luxury. I look at the huge bed and I already know that, when, drowsy, I will lengthen my arm, I’ll just find a pillow waiting for me. You’re not there. Tomorrow evening another flight: Singapore; another hotel room; another solitude.

The photo was taken at the Jumeirah Al Qasr hotel, in Dubai. February 2010

Dati di scatto:

Panasonic DMC-TZ6 – Iso 320 – L = 4,1mm –  f/3,3 – 1/8 sec.

Il parcheggio per cani

In attesa

Il bar è molto frequentato da possessori di cani. Gli avventori hanno preso l’abitudine, mentre sorseggiano una birra, di parcheggiare i loro animali sul marciapiede di fronte. Non tutti reagiscono al temporaneo abbandono alla stessa maniera: qualcuno non perde di vista il suo padrone, forse temendo un abbandono definitivo; qualcun altro si dedica ad esplorare la zona; uno, quello in primo piano, mostra una grande tristezza. Chissà cosa direbbe se potesse parlare. Che forse, lui, non lo abbandonerebbe neppure per un succolento osso, e lo rosicherebbe vicino ai suoi piedi. Amore animale, c’è da imparare.

La foto è stata scattata a Parigi. Agosto 2018

The bar is very frequented by dog owners. The customers have got into the habit, while sipping a beer, to park their animals on the opposite sidewalk. Not everyone reacts to temporary abandonment in the same way: someone does not let his owner out of its sight, perhaps fearing a permanent abandonment; someone else is dedicated to exploring the surrounding area; one, the one in the foreground, shows a great sadness. Who knows what it would say if it could talk. Perhaps, that it would not abandon him even for a succulent bone, and it would rub it near his feet. Animal love, there is a lot to learn.

The photo was taken in Paris. August 2018

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 320 – L. 70mm – f/2,8 – 1/640 sec.

Aspettando l’inverno

Aspettando l'inverno

Autunno; una esplosione di colori che riscalda il cuore. I prati sono ricoperti da un tappeto arancione che fa risaltare ancor di più le macchie dei sempreverdi. Nelle stagioni della vita umana è il periodo della maturità, dove il più è stato fatto, e dove difficilmente ci sono ancora obiettivi da raggiungere. È il tempo di bilanci di una vita vissuta, con i suoi rimpianti, con le mete raggiunte e quelle mancate. È il tempo per accumulare la serenità necessaria ad affrontare l’ultima stagione: la vecchiaia. Meglio se in compagnia, come le due panchine nel parco.

La foto è stata scattata nel Parco Valentino a Torino. Ottobre 2016

Autumn; an explosion of colors that warms the heart. The lawns are covered by an orange carpet that makes the evergreen spots stand out even more. In the human life seasons is the period of maturity, where the most has been done, and where there are hardly goals yet to be achieved. It is the time of doing a life review, with its regrets, with the goals reached and those missed. It is time to accumulate the serenity necessary to face the last season: the old age. Better if in company, like the two benches in the park.

The photo was taken at Valentino Park in Turin. October 2016

Dati di scatto:

Canon Eos 5D MKII – Lens EF 24-105 f/4L IS USM – Iso 200 – L. 32mm – f/4,5 – 1/20 sec.

La cicogna nera

Cicogna nera_

No, non porta i bambini alle coppie di colore, né è considerata un’ immigrata clandestina dalle cicogne bianche residenziali. Ma per i bipedi umani? Mi auguro di no, ma con i tempi che corrono è meglio precisarlo per evitare una sorta di razzismo ornitologico. Non si sa mai. 

La foto è stata scattata a Racconigi. Ottobre 2018

No, it does not take children to black couples, nor is it considered a clandestine immigrant by local white storks. But for human bipeds? I hope not, but in today’s time it‘s better to specify it to avoid a kind of ornithological racism. You never know.

The photo was taken in Racconigi. October 2018

Dati di scatto:

Canon Eos 7D MKII – Lens Tamron SP 150-600mm f/5-6.3 Di VC USD G2 – Iso 500 – L. 600mm – f/7,1 – 1/1000 sec.

Il ponte rosso

 

 

 

The bridge on Hoan Kiem Lake - Hanoi

Il lago Hoan Kiem si trova nel centro di Hanoi. All’interno del lago affiorano due isolotti. Il più piccolo, dove è costruita la Torre della Tartaruga, non è raggiungibile, mentre l’isola di Giada è collegata alla terra ferma attraverso un ponte di legno rosso, uno dei simboli della città.

Una antica leggenda racconta che nel XV secolo, durante il regno della dinastia cinese dei Ming, la popolazione era estremamente povera. Il popolo malarmato, guidato dal generale Le Loi, si ribellò, ma la rivolta fu presto sedata dall’esercito cinese. L’imperatore del Regno delle Acque, che viveva nel lago, decise di aiutare i rivoltosi, così un mattino un giovane pescatore, tirando su la lenza, si ritrovò fra le mani una pesante spada di ferro. Ritenendo la strana pesca un segno divino, il pescatore si unì alla rivolta e diede la magica spada al generale Le Loi che, brandendola, portò il popolo alla vittoria, divenendo il re del Vietnam.

Il nuovo re trascorreva le sue giornate nella capitale; un giorno, mentre pescava nel lago, vide dinnanzi alla sua barca una tartaruga gigante. L’animale, parlando con voce umana, gli chiese di restituire la spada magica all’imperatore del Regno delle Acque, poiché l’ordine e la pace erano ormai sovrani nel paese. Il re restituì la spada alla tartaruga che, con l’arma nel becco, si immerse nel lago. Da allora il nome del lago è Hoan Kiem, il Lago della Spada Restituita.

La foto è stata scattata ad Hanoi, Vietnam. Aprile 2008.

Hoan Kiem Lake it is in the middle of downtown Hanoi. In the lake there are two islets. The smallest, where it was built the Turtle Tower, can not be reached, while the island of Giada is connected to the mainland by a red wooden bridge, one of the landmark of the city. 

An ancient legend tells that in the fifteenth century, during the reign of the Chinese Ming dynasty, the population was extremely poor. The people outgunned, led by General Le Loi, rebelled, but the revolt was soon overrun by the Chinese army. The emperor of the Kingdom of Waters, who lived in the lake, decided to help the rebels, so one morning, a young fisherman, pulling on the line, realized that he had fished a heavy iron sword. Considering the unusual fishing a divine sign, the fisherman joined the revolt and gave the sword to General Le Loi who, brandishing the magic sword, led the people to victory, becoming the king of Vietnam.

The new king spent his days in the capital; one day, while he was fishing in the lake, he saw a giant tortoise in front of his boat. The animal, speaking with human voice, asked him to return the magic sword to the emperor of the Kingdom of Waters, since order and peace were now sovereign in the country. The king returned the sword to the turtle which, with the weapon in its beak, it immersed in the lake. Since then the name of the lake is Hoan Kiem, the Lake of the Restored Spada.

The photo was taken in Hanoi, Vietnam. April 2008.

Dati di scatto: Canon Eos 5D – Lens EF 24-105 f/4L IS USM – Iso 200 – L. 35mm – f/8.0 – 1/125 sec.

 

 

 

Out of focus

Out of focus

Era successo per la prima volta l’anno prima. Aveva rotto gli occhiali e tutto era diventato sfocato. Era stata assalita da un senso di angoscia e fastidio. Tutto il mondo attorno era indefinito, non riusciva più a cogliere i particolari di ciò che aveva davanti agli occhi. Si era seduta su quella che aveva riconosciuto come una panchina e aveva chiuso gli occhi. Aveva paura. Qualche minuto  dopo aveva cominciato a guardarsi attorno. Il fastidio diminuiva. Certo, non vedeva i particolari: l’acconciatura dei capelli di quella signora, i modelli degli abiti di quelli che passeggiavano nella piazza, tutto era diventato indistinguibile. Tutti dettagli che, se avesse avuto gli occhiali, avrebbero catturato la sua attenzione ma, se ne rendeva conto soltanto in quel momento, l’avrebbero distolta dal quadro generale: una piazza pedonale, con una fontana in funzione, dove la gente passeggiava in tranquillità. In quel momento capì. I dettagli, i particolari, fanno perdere di vista il quadro generale e questo, molto spesso, è male. Di questo dovrebbe tenere conto anche chi ha il compito di governare un Paese, evitando di perseguire interessi particolari, in favore di una visione globale. Da allora, quando può, lei toglie gli occhiali. Lo faranno anche i nostri governanti?

La foto è stata scattata a Torino. Settembre 2018

It happened for the first time the year before. She had broken her glasses and everything had become blurred. She had been taken by a sense of anguish and annoyance. All the world around was blurry, she could no longer catch the details of what was in front of her eyes. She had sat on what she had recognized as a bench and closed her eyes. She was afraid. A few minutes later she had begun to look around. The annoyance diminished. Of course, she couldn’t see the details: the hairstyle of that lady, the details of the clothes of those who walked in the square, everything had become indistinguishable. All details that, if she had glasses, would have caught her attention but,  she realized it only at that moment, would have diverted from the general picture: a pedestrian square, with a fountain, where people strolled in peace . Suddenly she understood. The details, the particular ones, make you lose the overall situation and this, very often, is bad. This should be taken into account by who has the task of governing a country, avoiding to pursue particular interests, in favor of a global vision. Since then, whenever she can, she takes off her glasses. Will our leaders do it too?

The photo was taken in Turin. September 2018.

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 250 – L. 130mm – f/5,6 – 1/500 sec. – Manual focus.

 

 

Trasparenze

Trasparenze

Lo scatto in controluce mette in evidenza la delicatezza e la perfezione della trama delle ali dell’ibis sacro. Il disegno mi ricorda ventagli e velette degli anni ’30. Chissà se gli stilisti di allora si sono ispirati all’ibis?

Nell’antico Egitto, l’ibis era ritenuto la personificazione del dio Toth, ecco perché era sacro. Le antiche credenze raccontano che Toth, dopo la morte di un uomo, fosse presente davanti al tribunale divino. Durante il giudizio, il cuore del defunto veniva posto su un piatto di una bilancia, mentre sull’altro veniva posta una piuma e, se il cuore pesava quanto la piuma, significava che il defunto durante la sua vita era stato un uomo giusto. 

Un cuore leggero quanto una piuma. Questa dovrebbe essere la ragione di vivere una vita.

La foto è stata scattata in Piemonte. Settembre 2018

 

The backlit shot emphasizes the delicacy and perfection of the texture of the sacred ibis wings. The design reminds me of fans and veils of the ’30s. I wonder if the fashion designers of the time were inspired by the ibis?

In ancient Egypt, ibis was considered the personification of the god Toth, that’s is why it was sacred. The ancient beliefs tell that Toth, after the death of a man, used to stand before a divine tribunal. During the judgment, the heart of the dead was placed on a plate of a scale, while on the other was put a feather and, if the heart weighed as much as the feather, it meant that the dead had been a fair man during his life.

A heart as light as a feather. This should be the reason to live a life.

The photo was taken in Piedmont. September 2018

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 300 f/4.0 IS USM  + 1.4x Teleconverter – Iso 1000 – L. 420mm – f/8.0 – 1/3200 sec.

Toccata e fuga

L'organista

La chiesa di Saint Eustache si trova a pochi passi da Les Halles, nel pieno centro di Parigi. Passando davanti ad una porta laterale mi raggiunge, inconfondibile, la musica di un organo. La musica per organo di Bach colpisce. Tocca l’anima. Entro nella chiesa e vedo una giovane organista che si sta esercitando. La tentazione è forte. Scatto un paio di foto prima di accorgermi di un cartello che ne indica il divieto. Peccato, a me non resta che la fuga.

La foto è stata scattata a Parigi. Agosto 2018

The Saint Eustache church is just a few steps away from Les Halles, in the heart of Paris. Passing in front of a side door I hear, unmistakable, the music of an organ. Bach’s organ music hits. It touches the soul. I enter the church and see a young organist who is practicing. The temptation is strong. I take a couple of shots before noticing a sign indicating the prohibition to take photos. It’s a pity, to me remains only the “fuga”.

The photo was taken in Paris. August 2018

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 2000 – L. 135mm – f/2,8 – 1/500 sec.

A spasso per Parigi

Famiglia moderna

Siamo in Rue de Grenelle. Poco più avanti, al numero civico 7, è stato ambientato il famoso romanzo L’eleganza del riccio di Muriel Barbery. Fa molto caldo e si ci veste come si può. Una polo a righe orizzontali cerca di accoppiarsi con dei pantaloni mimetici, sotto lo sguardo austero di un classico Borsalino. Rapporto incestuoso. Speriamo che il riccio non stia alla finestra, ne va della sua salute.

La foto è stata scattata a Parigi. Agosto 2018.

We are in Rue de Grenelle. A little further on, at the number 7, it was set the famous novel The Elegance of the hedgehog by Muriel Barbery. It’s very hot and you dress without care. A horizontal striped polo shirt tries to pair with camouflage pants, under the austere look of a classic Borsalino. Incestuous relationship. We hope that the hedgehog is not at the window, it’s a matter of its health.

The photo was taken in Paris. August 2018.

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 320 – L. 200mm – f/2,8 – 1/1250 sec.

L’attimo fuggente

Picnic sul prato

A volte, nella fotografia, bisogna avere la fortuna di cogliere l’attimo fuggente. Questa foto, se fosse stata scattata una frazione di secondo più tardi o più presto, avrebbe perso il suo significato e l’armonia della composizione. Il telo sarebbe stato più basso, coprendo il volto dell’uomo seduto, o troppo alto, rovinando la geometria dell’immagine. Questa volta l’attimo fuggente è stato catturato.

La foto è stata scattata a Parigi. Agosto 2018.

Sometimes, in the  photography’s world, one must be lucky enough to catch the fleeing moment. This photo, if it had been taken a fraction of a second later or earlier, would have lost its meaning and the harmony of the composition. The cloth would have been lower, covering the face of the seated man, or too high, ruining the geometry of the image. This time the fleeing moment has been captured.

The photo was taken in Paris. August 2018.

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 400 – L. 185mm – f/2,8 – 1/800 sec.

 

 

Les Deux Magots

Les deux magots

Les Deux Magots, insieme al Café de Flore, è il più famoso café letterario di Parigi. Il  locale, che si trova nell’attuale sede dal 1873, era in origine un negozio di seterie e oggetti orientali. Il nome deriva da due statuette di porcellana cinesi ancora visibili all’interno. Nel 1885 l’attività viene venduta e trasformata in una caffetteria. Il locale diventa presto un centro della cultura parigina e, dagli anni ’30, comincia ad essere frequentato da grandi artisti come Picasso, Prévert, Hemingway, Breton, Sartre e molti altri. Oggi è uno dei caffé più antichi di Parigi, e lì si possono incontrare personaggi del mondo della moda, della politica e famosi bloggers internazionali …

Ah, dimenticavo, la foto del Les Deux Magots è quella che vedete riflessa sulla ruota del vecchio maggiolino.

La foto è stata scattata a Parigi. Agosto 2018.

 

Les Deux Magots, together with the Café de Flore, is the most famous literary café in Paris. The activity, located in the current location since 1873, was originally a shop for silk and oriental objects. The name derives from two Chinese porcelain figurines still visible inside. In 1885 the business was sold and turned into a cafeteria. The Café soon began to play an important role in Parisian  culture life and, from the 1930s, it began to be frequented by great artists such as Picasso, Prévert, Hemingway, Breton, Sartre and many others. Today it is one of the oldest cafés in Paris, and there you can meet people from the world of fashion, politics and famous international bloggers …

Ah, I forgot, the photo of Les Deux Magots is that one  you see reflected on the wheel of the old beetle.

The photo was taken in Paris. August 2018.

 

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 1250 – L. 175mm – f/4,0 – 1/800 sec.

Flussi migratori

Il germano e l'airone

Il piccolo germano reale protesta con vigore per l’arrivo del grosso airone bianco. Difende il suo territorio dall’intrusione dei “migranti”. Per fortuna la Natura è più saggia dell’uomo, e troverà una soluzione che tuteli tutti. Ecco, non si sente più anatrare il germano. La pace è tornata nell’oasi.

La foto è stata scattata nell’oasi LIPU di Racconigi. Settembre 2018.

The little mallard protests vigorously for the arrival of a great white heron. It defends its territory from the intrusion of “migrants”. Fortunately, Nature is wiser than man, and will find a solution that protects everyone. Here, you don’t longer hear the duck. Calm has been restored in the oasis.

The photo was taken in the LIPU oasis of Racconigi. September 2018.

Dati di scatto:

Canon Eos 7D MKII – Lens Tamron SP 150-600mm f/5-6.3 Di VC USD G2 – Iso 640 – L. 600mm – f/8,0 – 1/2000 sec.

 

La cartolina

La cartolina

Lo so, lo aveva detto che non sarebbe stato per sempre. Ripeteva: “Anche la nostra storia vedrà il suo tramonto”. Non l’ho più sentito per diversi giorni. Non una parola, una telefonata, un messaggio, e poi… È arrivata una cartolina da Parigi. Non serve che la legga. Ho capito.

La foto è stata scattata dalla torre di Montparnasse. Agosto 2018.

I know, he had said that it would not have been forever. He used to say: “Also our story will see its sunset”. I have not heard him for several days. Not a word, a phone call, a message, and then… I received a postcard from Paris. I do not need to read it. I got it.

The photo was taken from the Montparnasse tower. August 2018.

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 100 – L. 140mm – f/2,8 – 1/1600 sec.

 

 

 

Mont Saint-Michel

Mont Saint Michel

Il profilo di Mont Saint-Michel mi ha sempre ricordato il cappello del mago Merlino. Una ragione ci sarà, oltre a quella della silhouette. Il periodo storico della costruzione dell’abbazia e quello letterario del mago Merlino sono abbastanza coincidenti. Quindi? Quindi verrebbe voglia di scrivere una nuova versione, dopo quelle di Goffredo di Monmouth, di Robert de Boron e di altri narratori medioevali. “Il mago Merlino che, dall’alto dell’abbazia dove sono asserragliati re Artù e i suoi cavalieri, comanda le acque facendole innalzare, travolgendo i nemici del re…”

Uhmm, forse è meglio continuare con la fotografia. Lasciamo la scrittura per la prossima vita.

La foto è stata scattata in Normandia. Luglio 2007

The outline of Mont Saint-Michel has always reminded me of Merlin’s hat. There will be a reason, besides that of the silhouette. The historical period of the abbey construction and the literary period of the wizard Merlin are quite coincidental. Then? Then desire would come to write a new version, after those of Goffredo di Monmouth, Robert de Boron and other medieval storytellers. “The wizard Merlin who, from the top of the abbey, where King Arthur and his knights are barricaded, commands the waters, making them rise, overwhelming the king’s enemies …”

Uhmm, maybe it’s better to go on with photography. Let the writing for the next life.

The photo was taken in Normandy. July 2007

Dati di scatto:

Canon Eos 5D – Lens EF 24-105 f/4 L IS USM – ISO 100 – L 35mm. – f/4.0 – 1/1000 sec.

Ventimila leghe sotto…terra.

Nautilus

“Il Nautilus viene improvvisamente risucchiato dal terribile gorgo del  Maelström vicino alle coste della Norvegia”. Così si chiude il famoso romanzo di Jules Verne Ventimila leghe sotto i mari. Che fine hanno fatto il Nautilus ed il suo capitano Nemo? Del capitano non abbiamo notizie certe, ma abbiamo ritrovato il Nautilus. Dopo anni, e migliaia di leghe percorse sottoterra, si è fermato nella patria del suo autore ed ha assunto le sembianze di una stazione del metrò di Parigi. Per il capitano Nemo le ricerche continuano.

La foto è stata scattata alla stazione Arts e Metiers del metrò parigino. Agosto 2018.

“The Nautilus is suddenly sucked into the terrible Maelström gorge near the shores of Norway”. Thus closes the famous novel by Jules Verne Twenty thousand leagues under the seas. What happened to the Nautilus and its captain Nemo? We have no certain news about the captain, but we have rediscovered the Nautilus. After years, and thousands of leagues traveled underground, it stopped in the homeland of its author and took on the appearance of a metro station in Paris. For Captain Nemo, research continues.

The photo was taken at the Arts and Metiers metro station in Paris. August 2018.

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 16-35 f/4.0 IS USM – Iso 8000 – L. 25 mm – f/4.0 – 1/125 sec.

Tu chiamale se vuoi…contorsioni

Contorsioni

Quando ho scattato questa foto ho pensato di intitolarla: “Tu chiamale se vuoi…contorsioni”, parafrasando il ritornello di una canzone di Lucio Battisti. Tornato a casa, ho cercato il testo della canzone, che ricordavo vagamente, e sono rimasto di sasso. Il primo verso della canzone recita: “Seguir con gli occhi un airone sopra il fiume e poi ritrovarsi a volare…”. Il pensiero razionale parlerebbe di una mera coincidenza, ma la mente non è solo pensiero razionale. La mente genera sogni, immagini e immaginazioni. Emozioni, e la sensazione che la foto fosse stata ispirata. 

La foto è stata scattata all’oasi LIPU di Racconigi, il 12 Settembre 2018.

When I took this photo I thought to call it: “You call them if you want … contortions”, paraphrasing the refrain of a song by Lucio Battisti. Back home, I looked for the text of the song, which I vaguely remembered, and I was stunned. The first verse of the song says: “Follow with the eyes a heron above the river and then you find yourself to fly … “. Rational thought would speak of a mere coincidence, but the mind is not only rational thought.The mind generates dreams, images and imaginations. Emotions, and the feeling that the photo had been inspired.

The photo was taken at Racconigi’s LIPU oasis on September 12th 2018.

Dati di scatto:

Canon Eos 7D MKII – Lens: Tamron SP 150-600mm f/5-6.3 Di VC USD G2 + Extender TC-X14 – Iso 250 – L. 840mm – f/10 – 1/640 sec.

Speriamo che sia femmina.

La gravidanza

Speriamo che sia femmina, è il titolo di un film italo/francese diretto da Monicelli, con C. Deneuve. Anche questa foto è italo/francese. Italiano il fotografo, francesi le due protagoniste visibili. Una delle due donne è palesemente in stato interessante. Un detto popolare, difficile da sfatare, racconta che, se la pancia della puerpera è tonda, il nascituro sarà una femmina. Io non credo affatto a queste superstizioni. Di una cosa sola sono certo, a giudicare dalla gioia della mamma e dall’entusiasmo della nonna: il neonato sarà un persona felice. 

Ah, a proposito, fossi in voi la chiamerei Catherine.

We hope it’s female, is the title of an Italian / French movie directed by Monicelli, starring C. Deneuve. This photo too is italo / french. Italian the photographer, French the two visible protagonists. One of the two women is clearly pregnant. A popular saying, difficult to dispel, tells that if the belly of the puerpera is round, the baby will be a female. I do not believe these superstitions at all. Of a thing only i am certain, judging by the joy of the mother and the grandmother’s enthusiasm: the baby will be a happy person.

Ah, by the way, if I were you I would call her Catherine.

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 200 – L. 115mm – f/2,8 – 1/800 sec.

 

La carezza

la carezza

Lei somiglia ad una giovane Isabella Rossellini. Guardo la foto e mi lascio coinvolgere dalla tenerezza di quel gesto. Il suo sguardo punta verso qualcosa di indefinito, ma il suo sorriso non lascia spazio a dubbi. Guarda al futuro. Auguri, ragazzi.

La foto è stata scattata a Parigi. Agosto 2018.

She looks like a young Isabella Rossellini. I look at the picture and I let myself be involved by the tenderness of that gesture. Her gaze is pointing towards something indefinite, but her smile leaves no room for doubt. She looks at the future. Wishes, guys.

The photo was taken in Paris. August 2018.

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 640 – L. 200mm – f/2,8 – 1/1000 sec.

Oooh!

Oooh

Le Bon Marché Rive Gauche è il più antico grande magazzino al mondo. Fu inaugurato nel 1852, e alla sua progettazione collaborò l’ing. Gustave Eiffel. Oggi è di proprietà del gruppo LVMH insieme a tanti altri marchi famosi, quali Louis Vuitton, Christian Dior. L’ ambiente è di gran classe, i prodotti raffinati e nulla lascia pensare ad un grande magazzino. Forse bisognerebbe coniare il termine “Grand Boutique”. Mentre mi aggiro in uno dei reparti mi sento osservato. Mi guardo intorno, ma i clienti sono tutti intenti ad esaminare le merci esposte.  Guardo attentamente e mi accorgo che è una maschera a fissarmi, appesa ad uno scaffale, con gli occhi sbarrati e una espressione di sorpresa dipinta sulla bocca. Si sarà meravigliata di vedermi girare in un reparto di cartoleria? Mio caro Pierrot, l’amore, a volte, fa fare cose che lasciano sbalorditi.

La foto è stata scattata a Parigi. Agosto 2018.

Le Bon Marché Rive Gauche is the most ancient department store in the world. It was inaugurated in 1852, and Gustave Eiffel worked to its planning . Today it is owned by the LVMH group together with many other famous brands such as: Louis Vuitton, Christian Dior and many others. The environment is of great class, refined products and nothing let you think that you are in a large department store. Perhaps we should coin the term: “Grand Boutique”. As I wander around one of the departments I feel observed. I look around, but the customers are all intending to look at the goods on display. I look carefully and, hanging on a shelf, a mask looks at me, wide-eyed and a surprised expression painted on the mouth. Will you be amazed to see me walk around in a stationery department? My dear Pierrot, love, at times, does things that leave you amazed.

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The photo was taken in Paris. August 2018.

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 5000 – L. 140mm – f/3,2 – 1/500 sec.

La lettrice del metrò

La lettrice sul metrò

Il metrò della linea 3 mi sta portando da Piazza Wagram all’ Opéra. Seduta di fronte, una bella ragazza sta leggendo un libro di carta. Immagini sempre più rare. Decido di scattare una foto. L’ambiente è piccolo ed è difficile non farsi notare. So di avere una sola possibilità prima di essere scoperto, e la ragazza è seminascosta da un corrimano. Scatto, la foto è perfetta. Quando scendo all’ Opéra mi viene voglia di cantare come Pavarotti.

La foto è stata scattata a Parigi. Agosto 2018

The subway line 3 is taking me from Piazza Wagram to the Opéra. Sitting opposite, a beautiful girl is reading a paper book. Images increasingly rare. I decide to take a shot. The environment is small and it is difficult not to be noticed. I know I have only one chance before being discovered, and the girl is half-hidden by a handrail. I take the shot, the photo is perfect. When I get off at the Opéra I feel like singing as Pavarotti.

The photo was taken in Paris. August 2018

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 800 – L. 70mm – f/2,8 – 1/60 sec.

 

Il berretto di lana

Riflessioni

La giornata è molto calda. Lui, il ragazzo di colore, ha scelto di sedersi all’ombra di quel maestoso albero. Forse gli ricorda quelli della sua terra. Mi chiedo come mai indossi un cappello di lana. Noto che ha un cerotto per facilitare la respirazione sul naso. Sarà raffreddato. Ha la testa china, sembra ricordare. Poi lo sguardo scivola sulla sua mano e vedo lo smartphone. Peccato. 

La foto è stata scattata al Parc Monceau, Parigi. Agosto 2018

The day is very hot. He, the black boy, chose to sit in the shade of that majestic tree. Perhaps it reminds him one of those of his homeland. I wonder why he is wearing a woolen hat. I notice that he has a nasal strip to facilitate breathing. It will have a cold. He has the head down, he looks like he is remembering something. The look slips on his hand and I see the smartphone. So bad.

The photo was taken at Parc Monceau, Paris. August 2018

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 800 – L. 200mm – f/2,8 – 1/800 sec.

Il rossetto

Crema per labbra

La foto di due modelle campeggia nella vetrina. Pubblicizzano un rossetto per labbra e, con il loro atteggiamento, cercano di attirare l’attenzione. Poi passa lei, l’attenzione è subito distolta. È una eleganza sobria, per nulla appariscente, quella che veste la giovane donna. Avrà messo il rossetto? Non lo so, ma sono certo che anche il trucco sarà appena visibile, come le si addice.

La foto è stata scattata a Udine nel luglio 2018

The photo of two models stands in the shop window. They advertise lipstick and, with their pose, try to attract attention. Then she passes, the attention is immediately diverted. It is an understated elegance, not at all ostentatious, that one which dresses the young woman. Will she wear lipstick? I do not know, but I’m sure the makeup will be barely visible, just as it suits her.

The photo was taken in Udine in July 2018

Dati di scatto: Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 70-200L IS II USM – L. 100 mm. – Iso 1000 – f/2.8 – 1/640 sec.