L’airone e Villa della Regina

Il mio vicino di casa

Non c’è una storia per questa foto. C’è la foto e basta. Pioviggina e un pallido raggio di sole, sfiorando le ali dell’airone cenerino, si poggia sulla facciata di Villa della Regina.

La particolare luce, e la voluta sfocatura della villa, creano un effetto pittorico che, a me, ricorda i dipinti di John Constable, un pittore inglese del ‘700.

La foto è stata scattata dal balcone di casa a Torino. Ottobre 2018.

There is not a tale for this picture. There is the photo and that’s it. It drizzles and a pale ray of sun, grazing the wings of the gray heron, rests on the facade of Villa della Regina.

The particular light, and the deliberate blurring of the villa, create a pictorial effect that, to me, recalls the paintings of John Constable, an English painter of the eighteenth century.

The photo was taken from the balcony of the house in Turin. October 2018.

Dati di scatto:

Canon Eos 7D MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 400 – L. 200mm – f/2,8 – 1/2000 sec.

Il gabbiano Jonathan Livingston

Tutti pazzi per il gabbiano Jonathan

Continua a volare su e giù nel tratto antistante del Po, e sembra divertirsi mentre fa delle incredibili acrobazie. Il giovane gabbiano sembra un emulo di Jonathan Livingston e citando Richard Bach: “ A quel gabbiano lì, invece, non importava tanto procurarsi il cibo, quanto volare. Più d’ogni altra cosa al mondo, a Jonathan Livingston piaceva librarsi nel cielo.”  

La sua apparente gioia sembra contagiosa e qualcuno, sulla riva opposta del fiume, solleva un braccio per salutarlo.

Vola in alto, Jonathan. Vola libero.

La foto è stata scattata dal balcone di casa a Torino. Ottobre 2018

It keeps flying up and down in the front area of the Po river, and it seems to have fun while doing some amazing acrobatics. The young seagull looks like an emulator of Jonathan Livingston and quoting Richard Bach: “For this gull, though, it was not eating that mattered, but flight. More than anything in the world, Jonathan Livingston liked to soar in the sky.”

Its apparent joy seems contagious and someone, on the opposite bank of the river, raises an arm to greet it.

Fly high, Jonathan. Fly free.

The photo was taken from the balcony of the house in Turin. October 2018

Dati di scatto:

Canon Eos 7D MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 400 – L. 200mm – f/2,8 – 1/1600 sec

 

La solitudine dello skipper

La solitudine dello skipper

Piove. Si annuncia tempesta e la barca è rimasta agli ormeggi. Gocce di pioggia scivolano sul vetro della finestra. Altre gocce rigano le sue guance. La sua tempesta personale è scoppiata da diversi giorni, e non accenna a placarsi. Non ci sono altri rumori nella casa, solo il sibilo del vento che si infiltra tra le vecchie imposte e parla alla sua solitudine. Poi, un driin sul telefonino lasciato sul tavolo. Un messaggio brevissimo; due parole che non necessitano aggiunte: “Domani arrivo”. La tempesta si placa.

La foto è stata scattata a Procida.  Giugno 2018.

It rains. Storm is announced and the boat remained at the moorings. Raindrops slip on the window glass. Other drops streak his cheeks. His personal storm has broken out for several days, and no signs of waning. There are no other noises in the house, only the hiss of the wind that infiltrates the old shutters and speaks to his solitude. Then, a driin on the phone left on the table. A very short message; three words that do not need additions: “Tomorrow I arrive”. The storm subsides.

The photo was taken in Procida. June 2018.

Dati di scatto:

Leica C Typ 112 lens 28- 200 f/2.0-5.9 – Iso 250 – L 6mm. – F/5.0 – 1/60 sec.

Il balcone di Palazzo Gigi

Il balcone di Palazzo Gigi

Sono da poco passate le 7 del mattino quando, incantato dallo spettacolo, mi sono affacciato dal balcone di casa. Certo non ho fatto nulla di particolarmente eccezionale, mi sono limitato a trattenere il respiro e ad ammirare la bellezza che mi circondava. Peccato, un balcone così meriterebbe di più, molto di più. Usarlo, per esempio, per annunziare che la povertà è stata sconfitta, che ce l’abbiamo fatta. Vorrei, ma mi hanno insegnato a non dire le bugie, tanto più dai balconi. Rientro, sperando che presto arrivi la luce del giorno.

La foto è stata scattata dal balcone di casa a Torino. Ottobre 2016

 

It’s just passed 7 am when, enchanted by the landscape, I looked out of home balcony. I did not do anything particularly exceptional, I limited myself to hold my breath and admire the beauty that surrounded me. So bad, a balcony like this one would deserve more, much more. To use it, for example, to announce that poverty has been defeated, that we achieved our targets. I would like, but they taught me not to tell lies, especially from balconies. I go back in the house, hoping that the light of day will come soon.

P.S. for international readers: If you are note aware of italian politic issues, it is difficult to understand the story. In this case just enjoy the photo.

The photo was taken from home balcony in Turin. October 2016

Dati di scatto:

Ipad Pro

Guardando il fiume

Guardando il fiume

Chissà quali pensieri nella mente di questa giovane donna che, da diverso tempo, sta immobile ad osservare il fiume. È l’autunno che si riflette sull’acqua a catturare la sua attenzione? Certo, i colori delle foglie che dipingono il fiume attraggono lo sguardo, ma sarà solo questo? Poi, dopo un tempo che sembra infinito, si gira. C’è stanchezza nel suo volto. Mi sembra di cogliere una lacrima. I colori si spengono.

La foto è stata scattata al Parco Valentino a Torino. Ottobre 2018.

Who knows what thoughts in the mind of this young woman who, for some time, is still watching the river. Is it the autumn that is reflected on the water that captures her attention? Of course, the colors of the leaves that paint the river catch the glance, but will this be the only reason? Then, after a time that seems infinite, she turns. There is tiredness in her face. Seem me to notice a tear. The colors fade.

The photo was taken at Valentino Park in Turin. October 2018.

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 400 – L. 100mm – f/2,8 – 1/800 sec.

 

 

 

L’amore senza età

L'amore senza età

Le ha regalato ancora dei fiori. Sono sessant’anni che lo fa, nel giorno del loro anniversario. Prima, quando erano giovani, facevano coincidere le loro ferie con quella data. Ogni anno organizzavano un viaggio, in un posto di cui avevano parlato e sognato, e partivano per una rinnovata luna di miele. Con l’avanzare degli anni, i viaggi e le partenze sono diventati più faticosi, allora si sono fatti bastare una passeggiata nel parco vicino casa. Loro, con l’aiuto di un bastone; il loro amore, invece, continua a farne a meno.

Buon anniversario.

La foto è stata scattata al Parco del Valentino, Torino. Ottobre 2018.

He has still given her some flowers. It is sixty years that i does it, on the anniversary day. Long time ago, when they were young, they made their holidays coincide with the anniversary date. Every year they organized a trip, in a place they had talked about and dreamed of, and then left for a renewed honeymoon. As the years went by, travels and departures became more difficult, so they made a walk in the near park to be enough. They, with the help of a stick; their love, instead, continues to do without it.

Happy Anniversary.

The photo was taken at the Parco del Valentino, Turin. October 2018.

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 500 – L. 125 mm – f/2,8 – 1/800 sec.

Le rocce di granito

 

Le rocce di granito

Io non ho le parole adatte. Come descrivere la finezza della sabbia se non la lasci scorrere tra tue mani. Il rumore del vento e del mare si possono raccontare? Le sensazioni del tuo animo che, nella completa solitudine, si ritrova a godere di tanta bellezza, si possono comunicare con le parole? Forse un poeta o un grande scrittore; io non lo sono. E quelle rocce granitiche? Modellate nei millenni dal mare e delicatamente arrotondate, hanno una bellezza naturale che nessuno scultore vorrebbe usarle per farne una sua opera. Vero, Michelangelo?

La foto è stata scattata a La Digue – Seychelles nel dicembre 2016

I don’t have the right words. How to describe the fineness of the sand, if you don’t let it flow from your hands. Can the sound of the wind and the sea be told? Can the feeling of your soul which, in complete solitude, find itself enjoying so much beauty, can it be transmitted with words? Maybe a poetry or a great writer; I am not any of them. And those granite rocks? Shaped over millennia by the sea and gently rounded, they have a natural beauty that no sculptor would like to use them to make one of his works. Is it true, Michelangelo?

The photo was taken at La Digue – Seychelles in December 2016

Dati di scatto : Leica C typ 112 – Lens 28 – 200 equiv. – Iso 80 – l. 28 mm. – f/8.0 – 1/320 sec.

Il giardiniere matto

Il giardiniere visionario

C’era una volta un giardiniere talmente innamorato delle sue piante che voleva lo seguissero quando usciva di casa. Nonostante gli inviti e le preghiere che rivolgeva loro, queste rimanevano ferme nel loro giardino. Un giorno il giardiniere ebbe una fantastica idea: fare crescere le sue adorate piante con una forma sferica, così che rotolando potessero seguirlo nel suo girovagare. Dopo anni di esperimenti riuscì nel suo intento; il suo giardino era ricoperto da piante sferiche, ma queste, nonostante la loro forma, rimanevano radicate al loro posto. Il giardiniere, ormai diventato matto a causa della sua ossessione, ebbe una idea illuminante: tagliare le radici. La soluzione funzionò e le piante, con una leggera spinta, rotolarono dietro di lui. Ma il giardiniere non aveva previsto una cosa, ovvia ai più, ovvero che le piante, private delle loro radici, una dopo l’altra, sarebbero morte tutte. Quando questo inevitabilmente accadde, il giardiniere sparì e di lui non si seppe più nulla. Ciò che rimane è questa sua foto, che lo ritrae con una delle sue adorate piante.

La foto è stata scattata alla mostra Flor a Torino. Ottobre 2018

Once upon a time there was a gardener so in love with his plants that he wanted they follow him every time he went out. Despite the invitations and prayers he addressed to them, they remained in the garden. One day the gardener had a fantastic idea: to grow his beloved plants with a spherical shape, so that rolling could follow him in his wanderings. After years of experiments he succeeded in his intent; his garden was covered with spherical plants, but these, despite their shape, remained rooted in their place. The gardener, now gone mad due to his obsession, had an illuminating idea: to cut the roots. The solution worked and the plants, with a slight push, rolled behind him. But the gardener had not foreseen one thing, obvious to the most, that the plants deprived of their roots, one after the other, would all die. When this inevitably happened, the gardener disappeared and nothing was heard of him again. What remains is this photo of him with one of his beloved plant.

The photo was taken at the Flor exhibition in Turin. October 2018

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 100 – L. 95 mm – f/2,8 – 1/160 sec.

La camera d’albergo

Jumeirah Al Qasr

L’aereo da Francoforte atterra dopo poco più di sei ore di volo. È quasi mezzanotte quando arrivo in camera, nel solito albergo. Si percepiscono profumi d’oriente nella stanza, e un lusso sprecato. Guardo l’enorme letto e so già che, quando stanotte nel dormiveglia allungherò il braccio, troverò solo un cuscino ad aspettarmi. Tu non ci sei. Domani sera un altro volo: Singapore; un altra camera d’albergo; un’altra solitudine. 

La foto è stata scattata nell’hotel Jumeirah Al Qasr, Dubai. Febbraio 2010

The plane from Frankfurt lands after a bit more than six hours flight. It’s almost midnight when I get to my room, in the usual hotel. You perceive oriental scents in the room, and an unneeded luxury. I look at the huge bed and I already know that, when, drowsy, I will lengthen my arm, I’ll just find a pillow waiting for me. You’re not there. Tomorrow evening another flight: Singapore; another hotel room; another solitude.

The photo was taken at the Jumeirah Al Qasr hotel, in Dubai. February 2010

Dati di scatto:

Panasonic DMC-TZ6 – Iso 320 – L = 4,1mm –  f/3,3 – 1/8 sec.

Il parcheggio per cani

In attesa

Il bar è molto frequentato da possessori di cani. Gli avventori hanno preso l’abitudine, mentre sorseggiano una birra, di parcheggiare i loro animali sul marciapiede di fronte. Non tutti reagiscono al temporaneo abbandono alla stessa maniera: qualcuno non perde di vista il suo padrone, forse temendo un abbandono definitivo; qualcun altro si dedica ad esplorare la zona; uno, quello in primo piano, mostra una grande tristezza. Chissà cosa direbbe se potesse parlare. Che forse, lui, non lo abbandonerebbe neppure per un succolento osso, e lo rosicherebbe vicino ai suoi piedi. Amore animale, c’è da imparare.

La foto è stata scattata a Parigi. Agosto 2018

The bar is very frequented by dog owners. The customers have got into the habit, while sipping a beer, to park their animals on the opposite sidewalk. Not everyone reacts to temporary abandonment in the same way: someone does not let his owner out of its sight, perhaps fearing a permanent abandonment; someone else is dedicated to exploring the surrounding area; one, the one in the foreground, shows a great sadness. Who knows what it would say if it could talk. Perhaps, that it would not abandon him even for a succulent bone, and it would rub it near his feet. Animal love, there is a lot to learn.

The photo was taken in Paris. August 2018

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 320 – L. 70mm – f/2,8 – 1/640 sec.

Aspettando l’inverno

Aspettando l'inverno

Autunno; una esplosione di colori che riscalda il cuore. I prati sono ricoperti da un tappeto arancione che fa risaltare ancor di più le macchie dei sempreverdi. Nelle stagioni della vita umana è il periodo della maturità, dove il più è stato fatto, e dove difficilmente ci sono ancora obiettivi da raggiungere. È il tempo di bilanci di una vita vissuta, con i suoi rimpianti, con le mete raggiunte e quelle mancate. È il tempo per accumulare la serenità necessaria ad affrontare l’ultima stagione: la vecchiaia. Meglio se in compagnia, come le due panchine nel parco.

La foto è stata scattata nel Parco Valentino a Torino. Ottobre 2016

Autumn; an explosion of colors that warms the heart. The lawns are covered by an orange carpet that makes the evergreen spots stand out even more. In the human life seasons is the period of maturity, where the most has been done, and where there are hardly goals yet to be achieved. It is the time of doing a life review, with its regrets, with the goals reached and those missed. It is time to accumulate the serenity necessary to face the last season: the old age. Better if in company, like the two benches in the park.

The photo was taken at Valentino Park in Turin. October 2016

Dati di scatto:

Canon Eos 5D MKII – Lens EF 24-105 f/4L IS USM – Iso 200 – L. 32mm – f/4,5 – 1/20 sec.

La cicogna nera

Cicogna nera_

No, non porta i bambini alle coppie di colore, né è considerata un’ immigrata clandestina dalle cicogne bianche residenziali. Ma per i bipedi umani? Mi auguro di no, ma con i tempi che corrono è meglio precisarlo per evitare una sorta di razzismo ornitologico. Non si sa mai. 

La foto è stata scattata a Racconigi. Ottobre 2018

No, it does not take children to black couples, nor is it considered a clandestine immigrant by local white storks. But for human bipeds? I hope not, but in today’s time it‘s better to specify it to avoid a kind of ornithological racism. You never know.

The photo was taken in Racconigi. October 2018

Dati di scatto:

Canon Eos 7D MKII – Lens Tamron SP 150-600mm f/5-6.3 Di VC USD G2 – Iso 500 – L. 600mm – f/7,1 – 1/1000 sec.

Il ponte rosso

 

 

 

The bridge on Hoan Kiem Lake - Hanoi

Il lago Hoan Kiem si trova nel centro di Hanoi. All’interno del lago affiorano due isolotti. Il più piccolo, dove è costruita la Torre della Tartaruga, non è raggiungibile, mentre l’isola di Giada è collegata alla terra ferma attraverso un ponte di legno rosso, uno dei simboli della città.

Una antica leggenda racconta che nel XV secolo, durante il regno della dinastia cinese dei Ming, la popolazione era estremamente povera. Il popolo malarmato, guidato dal generale Le Loi, si ribellò, ma la rivolta fu presto sedata dall’esercito cinese. L’imperatore del Regno delle Acque, che viveva nel lago, decise di aiutare i rivoltosi, così un mattino un giovane pescatore, tirando su la lenza, si ritrovò fra le mani una pesante spada di ferro. Ritenendo la strana pesca un segno divino, il pescatore si unì alla rivolta e diede la magica spada al generale Le Loi che, brandendola, portò il popolo alla vittoria, divenendo il re del Vietnam.

Il nuovo re trascorreva le sue giornate nella capitale; un giorno, mentre pescava nel lago, vide dinnanzi alla sua barca una tartaruga gigante. L’animale, parlando con voce umana, gli chiese di restituire la spada magica all’imperatore del Regno delle Acque, poiché l’ordine e la pace erano ormai sovrani nel paese. Il re restituì la spada alla tartaruga che, con l’arma nel becco, si immerse nel lago. Da allora il nome del lago è Hoan Kiem, il Lago della Spada Restituita.

La foto è stata scattata ad Hanoi, Vietnam. Aprile 2008.

Hoan Kiem Lake it is in the middle of downtown Hanoi. In the lake there are two islets. The smallest, where it was built the Turtle Tower, can not be reached, while the island of Giada is connected to the mainland by a red wooden bridge, one of the landmark of the city. 

An ancient legend tells that in the fifteenth century, during the reign of the Chinese Ming dynasty, the population was extremely poor. The people outgunned, led by General Le Loi, rebelled, but the revolt was soon overrun by the Chinese army. The emperor of the Kingdom of Waters, who lived in the lake, decided to help the rebels, so one morning, a young fisherman, pulling on the line, realized that he had fished a heavy iron sword. Considering the unusual fishing a divine sign, the fisherman joined the revolt and gave the sword to General Le Loi who, brandishing the magic sword, led the people to victory, becoming the king of Vietnam.

The new king spent his days in the capital; one day, while he was fishing in the lake, he saw a giant tortoise in front of his boat. The animal, speaking with human voice, asked him to return the magic sword to the emperor of the Kingdom of Waters, since order and peace were now sovereign in the country. The king returned the sword to the turtle which, with the weapon in its beak, it immersed in the lake. Since then the name of the lake is Hoan Kiem, the Lake of the Restored Spada.

The photo was taken in Hanoi, Vietnam. April 2008.

Dati di scatto: Canon Eos 5D – Lens EF 24-105 f/4L IS USM – Iso 200 – L. 35mm – f/8.0 – 1/125 sec.

 

 

 

Out of focus

Out of focus

Era successo per la prima volta l’anno prima. Aveva rotto gli occhiali e tutto era diventato sfocato. Era stata assalita da un senso di angoscia e fastidio. Tutto il mondo attorno era indefinito, non riusciva più a cogliere i particolari di ciò che aveva davanti agli occhi. Si era seduta su quella che aveva riconosciuto come una panchina e aveva chiuso gli occhi. Aveva paura. Qualche minuto  dopo aveva cominciato a guardarsi attorno. Il fastidio diminuiva. Certo, non vedeva i particolari: l’acconciatura dei capelli di quella signora, i modelli degli abiti di quelli che passeggiavano nella piazza, tutto era diventato indistinguibile. Tutti dettagli che, se avesse avuto gli occhiali, avrebbero catturato la sua attenzione ma, se ne rendeva conto soltanto in quel momento, l’avrebbero distolta dal quadro generale: una piazza pedonale, con una fontana in funzione, dove la gente passeggiava in tranquillità. In quel momento capì. I dettagli, i particolari, fanno perdere di vista il quadro generale e questo, molto spesso, è male. Di questo dovrebbe tenere conto anche chi ha il compito di governare un Paese, evitando di perseguire interessi particolari, in favore di una visione globale. Da allora, quando può, lei toglie gli occhiali. Lo faranno anche i nostri governanti?

La foto è stata scattata a Torino. Settembre 2018

It happened for the first time the year before. She had broken her glasses and everything had become blurred. She had been taken by a sense of anguish and annoyance. All the world around was blurry, she could no longer catch the details of what was in front of her eyes. She had sat on what she had recognized as a bench and closed her eyes. She was afraid. A few minutes later she had begun to look around. The annoyance diminished. Of course, she couldn’t see the details: the hairstyle of that lady, the details of the clothes of those who walked in the square, everything had become indistinguishable. All details that, if she had glasses, would have caught her attention but,  she realized it only at that moment, would have diverted from the general picture: a pedestrian square, with a fountain, where people strolled in peace . Suddenly she understood. The details, the particular ones, make you lose the overall situation and this, very often, is bad. This should be taken into account by who has the task of governing a country, avoiding to pursue particular interests, in favor of a global vision. Since then, whenever she can, she takes off her glasses. Will our leaders do it too?

The photo was taken in Turin. September 2018.

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 250 – L. 130mm – f/5,6 – 1/500 sec. – Manual focus.