Profili

profili

Si inseguono le colline liguri, nascondendosi l’un l’altra. Lo sguardo inciampa e fatica a raggiungere l’orizzonte. Le nuvole filtrano una scarsa luce, i toni diventano più morbidi, le asperità  si riducono. Appaiono profili, come disegnati con il carboncino, che sembrano ricordare un mare in tempesta. I profumi nell’aria mi riportano sulla terraferma. Non ci saranno naufraghi. Non oggi, non qui.

La foto è stata scattata a Perinaldo nel luglio 2017

The Ligurian hills march into the distance, hiding behind each other. We watch them as they go, but struggle to see the horizon. The clouds let through a poor light, the tones become softer, the rough contours are reduced. Profiles appear, as if drawn with charcoal. They seem to recall a stormy sea. The scents in the air bring me back to the reality. There will be no shipwrecks. Not today, not here.

The photo was taken in Perinaldo in July 2017

Dati di scatto:

Leica C Type 112 – Iso 160 – L 12mm. – f/7,1 – 1/60 sec.

 

 

 

 

Una Toscana inusuale

toscana inusuale

Io vado spesso in Toscana, una regione meravigliosa. Un luogo magico per fotografi paesaggisti. Basta andare in rete per trovare migliaia di immagini di grandi fotografi, quali: Fontana, Rontini, Sentieri, Luca e molti altri. Quasi tutti, e quasi sempre, narrano di sinuose colline dipinte da luminosi colori: i gialli dei girasoli, il verde dei prati e di folti alberi che, senza soluzione di continuità, ricoprono questa terra, mentre il cielo, più azzurro che mai, si lascia pennellare da qualche bianca nuvola. Altri raccontano l’autunno, con i suoi toni dell’arancio e marrone, e lasciano che a parlare sullo sfondo sia una leggera nebbia, che ammorbidisce il profilo dei colli tra i quali si insinua. Qua e là, come macchie sulla tela, antichi casolari di pietra testimoniano la presenza attiva dell’uomo. Ma che succede, quando durante l’inverno, questi colori si spengono e la terra, se non ricoperta dalla neve, è quasi nera? quando gli alberi perdono le loro foglie, stagliandosi come scheletri all’orizzonte, quando il cielo lascia scolorire il suo azzurro in un grigio spento? Sono pochi a raccontarlo. Eppure succede che qualche sera il cielo, colorandosi di rosso, parli di una diversa Toscana. Una Toscana inusuale.

La foto è stata scattata a San Gimignano nel Natale del 2018.

I often go to Tuscany, a wonderful region. A magical place for landscape photographers. Just go online to find thousands of images of great photographers, such as: Fontana, Rontini, Sentieri, Luca and many others. Almost all, and almost always, tell of sinuous hills painted by bright colors: the yellow of sunflowers, the green of the meadows and full trees that, without a solution of continuity, cover this land, while the sky, more blue than ever, it is painted by some white cloud. Others tell the autumn, with its orange and brown tones, and let the light mist, which softens the profile of the hills between which it creeps, talk in the background. Here and there, like stains on the canvas, ancient stone houses testify to the active presence of man. But what does happen when, during the winter, these colors go out and the earth, if not covered by snow, is almost black? when the trees lose their leaves, staring like skeletons on the horizon, when the sky lets its blue color fade into a dull gray? There are few who tell it. Yet it happens that some nights the sky, filling in red, speak of a different Tuscany. An unusual Tuscany.

The photo was taken in San Gimignano on Christmas 2018.

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 5000 – L. 145mm – f/2,8 – 1/1000 sec.

 

 

 

 

 

Un cuore in attesa

il cuore in attesa

Il freddo è pungente questo Natale, e ancora più forte è il desiderio di un caldo abbraccio. Il suo abbraccio. La strada è deserta e non si odono passi. Verrà? Lo aveva promesso, sono certo, verrà! Il cuore è in attesa, morso dal freddo e ancor più dal timore che sia vana. Poi, ecco il rumore di passi sempre più vicini. Tacchi da donna sul selciato accompagnati da passetti di bimba. Mi vede, un grande sorriso, gridolini di gioia e, con i suoi biondi boccoli al vento, mi corre incontro e mi salta in braccio.

Il cuore si scalda. Buon Natale, bambina mia.

La foto è stata scattata a Treviso nel dicembre 2018

The cold is bitter chill this Christmas, and the desire for a warm embrace is even stronger. Her hug. The road is desert and no steps are heard. Will she come? She promised it, I’m sure, she will come! The heart is waiting, bitten by the cold and even more by the fear of a vain wait. Then, the sound of steps closer and closer. Women’s heels on the pavement accompanied by a little girls steps. She sees me, a big smile, screaming with joy and, with his blond curls in the wind, runs towards me and jumps into my arms.

The heart warms up. Merry Christmas, my little girl.

The photo was taken in Treviso in December 2018

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 640 – L. 95mm – f/2,8 – 1/1000 sec.

La chiesetta ortodossa

La chiesetta ortodossa

Dicembre è il mese del Natale, ma non per tutti. Nei paesi di tradizione ortodossa, il Natale si festeggia il 7 gennaio. Pensate a quei pochi bambini (ne esisterà pure qualcuno) che hanno una doppia cittadinanza, tipo italiana e greca. Sarà due volte Natale, quasi come cantava Lucio Dalla, che ne prevedeva tre. Una tredicesima dei regali, il paese dei balocchi. Questo sembra un sogno da ragazzi, eppure… 

Non ditelo ai vostri ragazzi, o sarete accusati di averli fatti nascere nel Paese sbagliato, ma dovete sapere che esistono cinque Paesi al mondo che festeggiano 2 volte il Natale, il 25 dicembre ed il 7 gennaio. Basta andare in Bielorussia, in Eritrea, in Libano, in Moldavia ed in Ucraina ed avrete la doppia festività. Io sarò all’antica, ma credo che già viziamo troppo i nostri bambini con uno solo, figuriamoci…

La foto è stata scattata a Santorini nel maggio 2007

December is the Christmas month, but not for everyone. In the countries of Orthodox tradition, Christmas is celebrated on January 7th. Think of those few children (there will be someone) who have dual citizenship, like Italian and Greek. It will be twice Christmas, almost as Lucio Dalla sang, actually he dreamed three. An additional month of gifts, a playland. This looks like a child’s dream, yet … Do not tell your kids, or you will be accused of having them born in the wrong country, but you must know that there are five countries in the world that celebrate 2 times Christmas, December 25th and January 7th. Just go to Belarus, Eritrea, Lebanon, Moldova and Ukraine and you will have a double holiday. I will be old-fashioned man, but I think we already spoil our children too much with one, let’s imagine…

The photo was taken in Santorini in May 2007

Dati di scatto:

Canon Eos 5D – Lens EF 24-105 f/4.0 L IS USM – Iso 100 – L. 24mm – f/4,0 – 1/2000 sec.

 

 

 

Nostalgie

Paesaggio antico di Etretat

Ci sono delle mattine in cui, quando mi sveglio, mi assale una forte nostalgia dei tempi andati. A volte è così forte da portarmi indietro in tempi mai vissuti, forse soltanto immaginati leggendo qualche scrittore ottocentesco. Seduto sulla mia poltrona cerco di rifuggire dai segni della modernità. Impresa impossibile: dalla finestra giunge il rumore delle auto, quando io avrei voluto sentire calessi; il televisore, sulla parete di fronte, non mi ricorda affatto un dipinto della campagna inglese; e che dire del computer che domina sulla mia scrivania, quella sì art déco. Decido di non darla vinta alla modernità, almeno per qualche ora, ma al contrario piegarla ai miei desideri. Ecco, mi siedo davanti al mio Mac e mi trasformo in un fotografo dei primi del ‘900.

La foto è stata scattata a Étretat, Normandia. Luglio 2007

It happens in the morning, when I wake up, that I feel a strong nostalgia for the old days. Sometimes it is so strong that it takes me back in times I never experienced, perhaps only imagined by reading some nineteenth-century writers. Sitting in my armchair I try to escape from the symbols of modernity. Impossible task: the noise of the cars comes from the window, when I wanted to hear carriages; the TV, on the opposite wall, doesn’t remind me at all an old painting of the English countryside; and what about the computer that dominates on my desk that, at least the desk, is true art déco. I decide not to let modernity wins, at least for a few hours, but instead to bend it to my desires. Here, I sit in front of my Mac and I become an early ‘900 photographer.

The photo was taken in Étretat, Normandy. July 2007

Dati di scatto:

Canon Eos 5D – Lens EF 24-105 f/4.0L USM – Iso 200 – L. 24mm – f/14 – 1/320 sec.

 

 

Il vino antico

Le colline senesi

Scivolano verso il fondo della collina i filari della vigna, mentre le torri medioevali di San Gimignano, dall’alto del colle, sembrano tenere tutto sott’occhio. È un vino antico la Vernaccia prodotta in questa zona. Ne parla Dante nella Divina Commedia, come il vino preferito da un Papa. Più tardi lo ritroviamo sulla mensa di Lorenzo il Magnifico, alla corte dei Medici. Anch’io oggi, dopo aver pasteggiato con questo delizioso vino, mi sento un po’ come un Papa, e forse anche un po’ come un re. Saranno i fumi dell’alcool.

La foto è stata scattata a San Gimignano. Febbraio 2017

The rows of the vineyard slide down to the bottom of the hill,  while the San Gimignano’s medieval towers, from the top of the hill, seem to keep an eye on everything. Vernaccia is an ancient wine produced in this area. Dante speaks of it in the Divina Comedia, as the wine preferred by a Pope. Later we find it on the table of Lorenzo il Magnifico, at the Court of the Medici. Today, having eaten with this delicious wine, I, too, feel a bit like a Pope, and perhaps even a bit like a king. It will be the alcohol effect.

The photo was taken in San Gimignano. February 2017

Dato di scatto:

Canon Eos 5d MKII – Lens EF 24-105L  IS USM – Iso 200 – L. 35mm – f/14 – 1/125 sec.

 

 

Pittografo o Fotopittore?

Canaletto_

Nessuna delle due cose. Fino a pochi anni fa, prima dell’avvento del digitale, il pittore aveva, rispetto al fotografo, il vantaggio di poter rappresentare la scena che dipingeva in accordo con il suo sentire. Poteva eliminare o aggiungere dettagli, cambiare la tonalità della luce, trasformare la scena dipinta secondo le sue emozioni. Tutto ciò non era consentito al fotografo amatoriale, che si limitava a trasferire sulla pellicola, più o meno bene, la realtà così come si presentava davanti al suo obiettivo. Oggi, grazie alle nuove tecnologie, il fotografo acquisisce nuovi strumenti che, a volte in modo eccessivo come in questa foto, gli consentono di modificare la realtà e “avvicinare” il modo di operare a quello di un pittore. Questa foto, elaborata in modo pesante per questo esperimento, utilizza uno scatto del mio archivio veneziano per simulare un quadro del Canaletto. La prima cosa che ho fatto, dopo aver scelto questa veduta del Canal Grande, è stata quella di eliminare tutti i motoscafi, vaporetti et similia che non esistevano nel ‘700, quando il Canaletto dipingeva le sue vedute. Successivamente ho riempito gli spazi lasciati vuoti con strutture, colori e luci compatibili e in armonia con l’ambiente circostante. Un lavoro lungo e di precisione, poiché nei giorni nostri il canale è molto affollato. Infine ho aggiunto un filtro che potesse dare una consistenza pittorica all’immagine, ho accentuato la tonalità arancione per creare un effetto crepuscolo, e voilà… ecco un’opera di bottega del grande pittore veneziano.

La foto è stata scattata a Venezia. Luglio 2014.

Neither of those things. Until a few years ago, before the advent of digital technology, the painter had, compared to the photographer, the advantage of being able to represent the scene he painted in accordance with his feelings. He could eliminate or add details, change the light tonality, transform the painted scene according to his emotions. All this was not allowed to the amateur photographer, who limited himself to transferring reality,  more or less perfect, as it was in front of his lens. Today, thanks to new technologies, the photographer acquires new tools that, sometimes in an excessive way as in this picture, allow him to change reality and “make the way of working” similar to that of a painter. This photo, strongly elaborated for this experiment, uses a shot of my Venetian archive to simulate a painting by Canaletto. The first thing I did, after choosing this view of the Canal Grande, it was to eliminate all the motorboats, vaporettos et similia that did not exist in the eighteenth century, when Canaletto painted his views. Then I filled the spaces left empty with compatible structures, colors and lights coherent  with the surrounding environment. A time consuming and detailed job, because in our days the channel is very crowded. Finally I added a filter that could give a pictorial consistency to the image, I accentuated the orange tone to create a twilight effect, and voilà… here is a workshop work of the great Venetian painter.

The photo was taken in Venice. July 2014.

Dati di scatto:

Canon Eos 5D – Lens EF 24-105 f/4L IS USM – Iso 200 – L. 24 mm – f/16 – 1/640 sec.

I racconti del fiume

Il silenzio della nebbia

È una nebbia leggera quella che si sta poggiando sul Po. L’aria, umida e fredda, mi avvolge insieme ad un silenzio inusuale. Anche il rumore dei passi giunge attutito alle orecchie. No, non c’è nessun altro che passeggia sulla riva. Mi siedo su una panchina e, mentre guardo le foglie ed i rami trasportati dalla corrente, ascolto i racconti del fiume.

La foto è stata scattata ai Murazzi di Torino. Gennaio 2017.

It is a dim fog that is resting on the Po. The air, wet and cold, wraps me with an unusual silence. Even the sound of footsteps comes muffled to the ears. No, there is no one else walking on the shore. I sit on a bench and, while I look at the leaves and branches carried by the current, I listen to the river’s tales.

The photo was taken at the Murazzi in Turin. January 2017

Dati di scatto:

Leica C Typ 112 – Iso 400 – L. 6 mm. – f/5,6 – 1/30 sec.

Le foglie d’autunno

Sono soltanto foglie

Sono soltanto foglie. Tra poco cadranno e di loro, sui rami nudi, rimarrà solo un ricordo. Eppure, in questa loro ultima stagione, sanno ancora farci un dono. Ormai, quasi secche si lasciano attraversare da una luce che dà calore, e guardandole ti fermi e rifletti. No, questa non è più l’età delle passioni, dei gesti di forza. È il momento dell’amore, quello sereno, senza turbolenze. Quello che, quando ti giri, sai che è lì. Non ci sono dubbi. C’è qualche vantaggio ad essere anziani, come le foglie d’autunno.

La foto è stata scattata a Torino. Novembre 2018

They are just leaves. Soon they will fall and of them, on the bare branches, will remain only a memory. Yet, in their final season, they still know how to give us a gift. Now, almost dry let themselves be passed  through by a light that gives warmth, and watching them you stop and think. No, this is no longer the age of passions, of a show of force. It is the moment of love, the peaceful one, without turbulence. The one that, when you look around, you know it’s there. No doubts. There is some advantage to be elderly, like autumn leaves.

The photo was taken in Turin. November 2018

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 100 – L. 125mm – f/2,8 – 1/1250 sec.

Il silenzio delle pietre

Le pietre di Erice

L’ho incontrato per caso, sul lungomare di Trapani, dopo più di vent’anni. Abbracci, sorrisi, qualche battuta sull’aspetto fisico e sui segni dell’età, poi si decide di cenare insieme. Il ristorante scelto è la Taverna Paradiso, dove ci servono un ottimo cous cous alla trapanese. Il vino, un fresco Insolia, accompagna i nostri racconti. Le parole, con il passare delle ore, e con l’ influenza di una seconda bottiglia, diventano più confuse e senza senso. Forse è ora di andare. Solo allora, guardando la mia attrezzatura fotografica che non avevo mai mollato, mi chiede: “Cosa hai fotografato oggi?”. Non rispondo subito, mi soffermo a pensare sulla mia giornata trascorsa tra le stradine di Erice, poi dico: “Il silenzio delle pietre”. Mi abbraccia e, non senza aver dato uno sguardo alla bottiglia vuota di Insolia, va via.

La foto è stata scattata ad Erice. Febbraio 2006

I met him by chance, on the waterfront of Trapani, after more than twenty years. Hugs, smiles, some jokes about the physical appearance and the signs of age, then we decide to have dinner together. The restaurant chosen is the Taverna Paradiso, where they serve us an excellent cous cous alla trapanese. The wine, a cool Insolia, accompanies our stories. Words, with the passing of the hours, and with the influence of a second bottle, become more confusing and meaningless. Maybe it’s time to go. Only then, looking at my photographic equipment that I had never lost of sight, asked me: “What have you photographed today?”. I do not answer immediately, I pause to think about my day spent along the Erice streets, then I say: “The stones silence”. He hugs me and, not without having looked at the empty bottle of Insolia, goes away.

The photo was taken in Erice. February 2006

Dati di scatto:

Canon Eos 20D – Lens ES 28 – 105 – Iso 200 – L. 28mm. – f/5,6 – 1/100 sec.

 

 

L’airone e Villa della Regina

Il mio vicino di casa

Non c’è una storia per questa foto. C’è la foto e basta. Pioviggina e un pallido raggio di sole, sfiorando le ali dell’airone cenerino, si poggia sulla facciata di Villa della Regina.

La particolare luce, e la voluta sfocatura della villa, creano un effetto pittorico che, a me, ricorda i dipinti di John Constable, un pittore inglese del ‘700.

La foto è stata scattata dal balcone di casa a Torino. Ottobre 2018.

There is not a tale for this picture. There is the photo and that’s it. It drizzles and a pale ray of sun, grazing the wings of the gray heron, rests on the facade of Villa della Regina.

The particular light, and the deliberate blurring of the villa, create a pictorial effect that, to me, recalls the paintings of John Constable, an English painter of the eighteenth century.

The photo was taken from the balcony of the house in Turin. October 2018.

Dati di scatto:

Canon Eos 7D MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 400 – L. 200mm – f/2,8 – 1/2000 sec.

La solitudine dello skipper

La solitudine dello skipper

Piove. Si annuncia tempesta e la barca è rimasta agli ormeggi. Gocce di pioggia scivolano sul vetro della finestra. Altre gocce rigano le sue guance. La sua tempesta personale è scoppiata da diversi giorni, e non accenna a placarsi. Non ci sono altri rumori nella casa, solo il sibilo del vento che si infiltra tra le vecchie imposte e parla alla sua solitudine. Poi, un driin sul telefonino lasciato sul tavolo. Un messaggio brevissimo; due parole che non necessitano aggiunte: “Domani arrivo”. La tempesta si placa.

La foto è stata scattata a Procida.  Giugno 2018.

It rains. Storm is announced and the boat remained at the moorings. Raindrops slip on the window glass. Other drops streak his cheeks. His personal storm has broken out for several days, and no signs of waning. There are no other noises in the house, only the hiss of the wind that infiltrates the old shutters and speaks to his solitude. Then, a driin on the phone left on the table. A very short message; three words that do not need additions: “Tomorrow I arrive”. The storm subsides.

The photo was taken in Procida. June 2018.

Dati di scatto:

Leica C Typ 112 lens 28- 200 f/2.0-5.9 – Iso 250 – L 6mm. – F/5.0 – 1/60 sec.

Il balcone di Palazzo Gigi

Il balcone di Palazzo Gigi

Sono da poco passate le 7 del mattino quando, incantato dallo spettacolo, mi sono affacciato dal balcone di casa. Certo non ho fatto nulla di particolarmente eccezionale, mi sono limitato a trattenere il respiro e ad ammirare la bellezza che mi circondava. Peccato, un balcone così meriterebbe di più, molto di più. Usarlo, per esempio, per annunziare che la povertà è stata sconfitta, che ce l’abbiamo fatta. Vorrei, ma mi hanno insegnato a non dire le bugie, tanto più dai balconi. Rientro, sperando che presto arrivi la luce del giorno.

La foto è stata scattata dal balcone di casa a Torino. Ottobre 2016

 

It’s just passed 7 am when, enchanted by the landscape, I looked out of home balcony. I did not do anything particularly exceptional, I limited myself to hold my breath and admire the beauty that surrounded me. So bad, a balcony like this one would deserve more, much more. To use it, for example, to announce that poverty has been defeated, that we achieved our targets. I would like, but they taught me not to tell lies, especially from balconies. I go back in the house, hoping that the light of day will come soon.

P.S. for international readers: If you are note aware of italian politic issues, it is difficult to understand the story. In this case just enjoy the photo.

The photo was taken from home balcony in Turin. October 2016

Dati di scatto:

Ipad Pro

Guardando il fiume

Guardando il fiume

Chissà quali pensieri nella mente di questa giovane donna che, da diverso tempo, sta immobile ad osservare il fiume. È l’autunno che si riflette sull’acqua a catturare la sua attenzione? Certo, i colori delle foglie che dipingono il fiume attraggono lo sguardo, ma sarà solo questo? Poi, dopo un tempo che sembra infinito, si gira. C’è stanchezza nel suo volto. Mi sembra di cogliere una lacrima. I colori si spengono.

La foto è stata scattata al Parco Valentino a Torino. Ottobre 2018.

Who knows what thoughts in the mind of this young woman who, for some time, is still watching the river. Is it the autumn that is reflected on the water that captures her attention? Of course, the colors of the leaves that paint the river catch the glance, but will this be the only reason? Then, after a time that seems infinite, she turns. There is tiredness in her face. Seem me to notice a tear. The colors fade.

The photo was taken at Valentino Park in Turin. October 2018.

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 400 – L. 100mm – f/2,8 – 1/800 sec.

 

 

 

Le rocce di granito

 

Le rocce di granito

Io non ho le parole adatte. Come descrivere la finezza della sabbia se non la lasci scorrere tra tue mani. Il rumore del vento e del mare si possono raccontare? Le sensazioni del tuo animo che, nella completa solitudine, si ritrova a godere di tanta bellezza, si possono comunicare con le parole? Forse un poeta o un grande scrittore; io non lo sono. E quelle rocce granitiche? Modellate nei millenni dal mare e delicatamente arrotondate, hanno una bellezza naturale che nessuno scultore vorrebbe usarle per farne una sua opera. Vero, Michelangelo?

La foto è stata scattata a La Digue – Seychelles nel dicembre 2016

I don’t have the right words. How to describe the fineness of the sand, if you don’t let it flow from your hands. Can the sound of the wind and the sea be told? Can the feeling of your soul which, in complete solitude, find itself enjoying so much beauty, can it be transmitted with words? Maybe a poetry or a great writer; I am not any of them. And those granite rocks? Shaped over millennia by the sea and gently rounded, they have a natural beauty that no sculptor would like to use them to make one of his works. Is it true, Michelangelo?

The photo was taken at La Digue – Seychelles in December 2016

Dati di scatto : Leica C typ 112 – Lens 28 – 200 equiv. – Iso 80 – l. 28 mm. – f/8.0 – 1/320 sec.

Aspettando l’inverno

Aspettando l'inverno

Autunno; una esplosione di colori che riscalda il cuore. I prati sono ricoperti da un tappeto arancione che fa risaltare ancor di più le macchie dei sempreverdi. Nelle stagioni della vita umana è il periodo della maturità, dove il più è stato fatto, e dove difficilmente ci sono ancora obiettivi da raggiungere. È il tempo di bilanci di una vita vissuta, con i suoi rimpianti, con le mete raggiunte e quelle mancate. È il tempo per accumulare la serenità necessaria ad affrontare l’ultima stagione: la vecchiaia. Meglio se in compagnia, come le due panchine nel parco.

La foto è stata scattata nel Parco Valentino a Torino. Ottobre 2016

Autumn; an explosion of colors that warms the heart. The lawns are covered by an orange carpet that makes the evergreen spots stand out even more. In the human life seasons is the period of maturity, where the most has been done, and where there are hardly goals yet to be achieved. It is the time of doing a life review, with its regrets, with the goals reached and those missed. It is time to accumulate the serenity necessary to face the last season: the old age. Better if in company, like the two benches in the park.

The photo was taken at Valentino Park in Turin. October 2016

Dati di scatto:

Canon Eos 5D MKII – Lens EF 24-105 f/4L IS USM – Iso 200 – L. 32mm – f/4,5 – 1/20 sec.

Il ponte rosso

 

 

 

The bridge on Hoan Kiem Lake - Hanoi

Il lago Hoan Kiem si trova nel centro di Hanoi. All’interno del lago affiorano due isolotti. Il più piccolo, dove è costruita la Torre della Tartaruga, non è raggiungibile, mentre l’isola di Giada è collegata alla terra ferma attraverso un ponte di legno rosso, uno dei simboli della città.

Una antica leggenda racconta che nel XV secolo, durante il regno della dinastia cinese dei Ming, la popolazione era estremamente povera. Il popolo malarmato, guidato dal generale Le Loi, si ribellò, ma la rivolta fu presto sedata dall’esercito cinese. L’imperatore del Regno delle Acque, che viveva nel lago, decise di aiutare i rivoltosi, così un mattino un giovane pescatore, tirando su la lenza, si ritrovò fra le mani una pesante spada di ferro. Ritenendo la strana pesca un segno divino, il pescatore si unì alla rivolta e diede la magica spada al generale Le Loi che, brandendola, portò il popolo alla vittoria, divenendo il re del Vietnam.

Il nuovo re trascorreva le sue giornate nella capitale; un giorno, mentre pescava nel lago, vide dinnanzi alla sua barca una tartaruga gigante. L’animale, parlando con voce umana, gli chiese di restituire la spada magica all’imperatore del Regno delle Acque, poiché l’ordine e la pace erano ormai sovrani nel paese. Il re restituì la spada alla tartaruga che, con l’arma nel becco, si immerse nel lago. Da allora il nome del lago è Hoan Kiem, il Lago della Spada Restituita.

La foto è stata scattata ad Hanoi, Vietnam. Aprile 2008.

Hoan Kiem Lake it is in the middle of downtown Hanoi. In the lake there are two islets. The smallest, where it was built the Turtle Tower, can not be reached, while the island of Giada is connected to the mainland by a red wooden bridge, one of the landmark of the city. 

An ancient legend tells that in the fifteenth century, during the reign of the Chinese Ming dynasty, the population was extremely poor. The people outgunned, led by General Le Loi, rebelled, but the revolt was soon overrun by the Chinese army. The emperor of the Kingdom of Waters, who lived in the lake, decided to help the rebels, so one morning, a young fisherman, pulling on the line, realized that he had fished a heavy iron sword. Considering the unusual fishing a divine sign, the fisherman joined the revolt and gave the sword to General Le Loi who, brandishing the magic sword, led the people to victory, becoming the king of Vietnam.

The new king spent his days in the capital; one day, while he was fishing in the lake, he saw a giant tortoise in front of his boat. The animal, speaking with human voice, asked him to return the magic sword to the emperor of the Kingdom of Waters, since order and peace were now sovereign in the country. The king returned the sword to the turtle which, with the weapon in its beak, it immersed in the lake. Since then the name of the lake is Hoan Kiem, the Lake of the Restored Spada.

The photo was taken in Hanoi, Vietnam. April 2008.

Dati di scatto: Canon Eos 5D – Lens EF 24-105 f/4L IS USM – Iso 200 – L. 35mm – f/8.0 – 1/125 sec.

 

 

 

La cartolina

La cartolina

Lo so, lo aveva detto che non sarebbe stato per sempre. Ripeteva: “Anche la nostra storia vedrà il suo tramonto”. Non l’ho più sentito per diversi giorni. Non una parola, una telefonata, un messaggio, e poi… È arrivata una cartolina da Parigi. Non serve che la legga. Ho capito.

La foto è stata scattata dalla torre di Montparnasse. Agosto 2018.

I know, he had said that it would not have been forever. He used to say: “Also our story will see its sunset”. I have not heard him for several days. Not a word, a phone call, a message, and then… I received a postcard from Paris. I do not need to read it. I got it.

The photo was taken from the Montparnasse tower. August 2018.

Dati di scatto:

Canon Eos 1DX MKII – Lens EF 70-200 f/2.8 IS II USM – Iso 100 – L. 140mm – f/2,8 – 1/1600 sec.

 

 

 

Mont Saint-Michel

Mont Saint Michel

Il profilo di Mont Saint-Michel mi ha sempre ricordato il cappello del mago Merlino. Una ragione ci sarà, oltre a quella della silhouette. Il periodo storico della costruzione dell’abbazia e quello letterario del mago Merlino sono abbastanza coincidenti. Quindi? Quindi verrebbe voglia di scrivere una nuova versione, dopo quelle di Goffredo di Monmouth, di Robert de Boron e di altri narratori medioevali. “Il mago Merlino che, dall’alto dell’abbazia dove sono asserragliati re Artù e i suoi cavalieri, comanda le acque facendole innalzare, travolgendo i nemici del re…”

Uhmm, forse è meglio continuare con la fotografia. Lasciamo la scrittura per la prossima vita.

La foto è stata scattata in Normandia. Luglio 2007

The outline of Mont Saint-Michel has always reminded me of Merlin’s hat. There will be a reason, besides that of the silhouette. The historical period of the abbey construction and the literary period of the wizard Merlin are quite coincidental. Then? Then desire would come to write a new version, after those of Goffredo di Monmouth, Robert de Boron and other medieval storytellers. “The wizard Merlin who, from the top of the abbey, where King Arthur and his knights are barricaded, commands the waters, making them rise, overwhelming the king’s enemies …”

Uhmm, maybe it’s better to go on with photography. Let the writing for the next life.

The photo was taken in Normandy. July 2007

Dati di scatto:

Canon Eos 5D – Lens EF 24-105 f/4 L IS USM – ISO 100 – L 35mm. – f/4.0 – 1/1000 sec.

La casa dietro l’albero

È nascosta dietro l’albero la casa di pietra. Mura vecchie centinaia di anni. Quanta gente ha creduto di possedere quella casa, ma poi… altra gente, altre storie. La casa, lei sì, ha posseduto parte delle loro vite. Tutto rimane chiuso tra le sue mura. La vita continua per la sua strada.

La foto è stata scattata a San Gimignano nel febbraio 2017

The stone house is hidden behind the tree. Walls hundreds of years old. How many people believed to own that house, but then … other people, other stories. The house, it yes, has owned part of their lives. Everything remains within its walls. Life continues on its way.

The photo was taken in San Gimignano in February 2017

Dati di scatto:

Canon Eos 5D MKII – Lens EF 24-105L IS USM – L 24mm. – Iso 200 – f/9.0 – 1/250sec.

Il mattino a Santorini

good morning Santorini

Una notte insonne. I rumori che giungono dalla strada mi tengono sveglio. Parole urlate in cento lingue diverse. Musica che non culla il sonno, lo scuote. Poi, quasi all’improvviso, arriva il mattino. Un silenzio così forte, da farsi sentire. Esco per strada. Basta uno sguardo, e mi riappacifico con Santorini.

La foto è stata scattata a Santorini, nel Maggio 2007

A sleepless night. The noises that come from the street keept me awake. Words screamed in hundreds of different languages. Music that doesn’t cradle sleep, shake it. Then, almost suddenly, morning comes. A silence so loudly, that you can hear it. I go out on the street. Just a glance, and I make up with Santorini.

The photo was taken in Santorini, in May 2007

 

Dati di scatto:

Canon Eos 5D – Lens EF 24-105L  IS USM – Iso 100 – L. 24mm – f/14 – 1/60 sec.

 

 

 

 

La terrazza

la terrazza

È una terrazza sospesa nel cielo, quella che appare alzando gli occhi. Il bianco di Panarea abbaglia, ma gli occhi non avvertono disturbo. Anzi. C’è un odore di verde, per le strade dell’isola, che si amalgama nel bianco dell’intonaco.

La foto è stata scattata a Panerea, nel Luglio 2006.

It is a terrace suspended in the sky, the one that appears raising my eyes. Panarea’s white dazzles, but the eyes do not feel disturbed. Quite the contrary. There is a scent of green, in the streets of the island, which gets mixed in the white of the plaster.

The photo was taken in Panarea, on July 2006.

Dati di scatto:

Canon Eos 20D – Lens EF-S 10-22mm. – Iso 100 – L 22mm.- f/11 – 1/100 sec.

La finestra di Caorle

La finestra a Caorle

Mi piacerebbe che l’immagine di questa finestra, insieme con i versi del poeta Michele Piovano, scritti più di dieci anni fa, fosse un messaggio non solo per l’Italia, ma anche, e particolarmente, per l’Europa.

Non lasciare che il mondo resti fuori:

c’è una finestra nell’anima

aperta anche alle rive deserte.

La foto è stata scattata a Caorle, nell’ aprile 2007.

I would like that the image of this window, together with the verses of the poet Michele Piovano, written more than ten years ago, were a message not only for Italy, but also, and particularly, for Europe.

Do not let the world remain outside:

there is a window in the soul

also open to deserted shores.

The photo was taken in Caorle, in April 2007.

Dati di scatto:

Canon Eos 5d – Lens EF 24-105L IS USM – Iso 100 – L. 105 mm. – f/20 – 1/13 sec.

La luce del mattino

Minolta DSC

Oltre questa veduta/ l’arco traccia sagome di luce/che si avventurano nel cielo,

(Da Sotto i portici, in Vibrazioni di M. Piovano)

La foto è stata scattata a Mantova, nell’ ottobre 2002.

Beyond this view / the arc traces silhouettes of light / that venture into the sky,

(From Under the arcades, in Vibrazioni by M. Piovano)

The photo was taken in Mantua, in October 2002.

Dati di scatto:

Minolta Dimage 7Hi – Iso 100 – L. 25 mm. – f/5,6 – 1/125 sec.

Esiste una Venezia…

Canale veneziano

Esiste una Venezia dove non c’è frastuono. Quel rumore? È il tuo respiro, e gli occhi si riposano. Esiste una Venezia dove in pochi vanno. Persino il sole fatica ad entrare. Esiste una Venezia dove i colori non ti assalgono, dove tutto è più tenue e quieto. Esiste, ed è Venezia. O forse è solo la sua anima.

La foto è stata scattata a Venezia, nel Luglio 2014.

There is a Venice where there is no rumble. That noise? It is your breath, and your eyes rest. There is a Venice where few people go. Even the sun struggles to enter. There is a Venice where the colors do not assail you, where everything is more tenuous and quiet. It exists, and it is Venice. Or maybe it’s just its soul.

The photo was taken in Venice, on July 2014.

Dati di scatto:

Canon Eos 5D – Lens EF 24-105 f/4L IS USM – Iso 200 – L. 50mm. – f/11 – 1/80 sec.

Le barche di Monet

Le barche di Monet

In un angolo appartato, nel laghetto della casa di Monet a Giverny, due barche sono ormeggiate a riva. Le foglie secche fanno supporre che da lungo tempo non vengano più utilizzate. Guardandole, mi piace pensare che sia stato Monet a farne uso l’ultima volta. Lo vedo remare, e portarsi al centro del laghetto per dipingere le sue ninfee. Le ninfee rosa, quelle più amate da Proust, che “sembrano fiori sbocciati dal cielo”. Adesso, all’ombra di un canneto, le barche riposano. E noi, in punta di piedi, ci allontaniamo.

La foto è stata scattata a Giverny – Francia nel luglio 2007

 

In a secluded corner, in the pond of Monet’s house in Giverny, two boats are moored to the shore. The dry leaves suggest that they have not been used for a long time. Looking at them, I like to think that it was Monet who made use of them the last time. I see him row, and take to the center of the pond to paint his water lilies. The pink water lilies, those most loved by Proust, that “look like flowers bloomed from the sky”. Now, in the shade of a reed thicket, the boats rest. And we tiptoe away.

The photo was taken in Giverny – France on July 2007

Dati di scatto:

Canon Eos 5D – Lens EF 24-105 f/4 IS USM – Iso 200 – L. 82 mm – f/4 – 1/25 sec.

Aeolian islands

Il golfo di Vulcano

L’arrampicata lungo il sentiero, che porta sino al bordo del cratere del vulcano, non è una passeggiata. I vapori di zolfo, che escono dalle tante solfatare attive, riempiono le narici, e respirare non è facile. Per fortuna ogni tanto, lungo qualche tornante, si trova una panchina dove riposarsi. Giunti in cima, dopo aver dato una occhiata al tappo del vulcano, qualche decina di metri più in basso, lo sguardo viene catturato dal mare e dalle sue isole. In basso il piccolo golfo delle Spiagge Nere, chiamato così per il colore della sabbia e per la pomice che galleggia nell’insenatura. I faraglioni e l’isola di Lipari sono a portata di mano, mentre sullo sfondo, le due cime dell’isola di Salina bloccano lo sguardo. Non mi lascio distrarre dai colori, e questo è ciò che vedo.

La foto è stata scattata a Vulcano – Isole Eolie, nel luglio 2006

Climbing along the path, which leads to the edge of the volcano crater, is not a walk. The sulfur vapors, which come out of the many active sulfhates, fill the nostrils, and breathing is not easy. Fortunately, sometimes, along a few hairpin bends, there is a bench to rest. Once at the top, after having a look at the floor of the volcano, a few tens of meters below, the eye is captured by the sea and its islands. Below the small gulf of the Sabbie Nere, so named for the color of the sand and the pumice that floats in the cove. The stacks and the island of Lipari are close at hand, while in the background, the two peaks of the island of Salina block the view. I don’t let the colors distract me, and this is what I see.

 The photo was taken in Vulcano – Aeolian islands, on July 2006

Dati di scatto:

Canon Eos 20D – Lens EF 24 – 105 f/4 IS USM – Iso 100 – L. 28 mm. – f/14 – 1/30 sec.

La voce del silenzio

La voce del silenzio

Quando ho scelto il titolo per questa foto, non sapevo che fosse già stato adoperato per due romanzi, per due film e per tre brani musicali. In realtà il titolo scelto, pur se adatto all’immagine, parla delle mie sensazioni al momento dello scatto. La piazza, antistante la chiesa di San Nicolò a Perinaldo, alle prime luci del mattino è completamente deserta. Mentre mi aggiravo, alla ricerca del punto di osservazione per la foto, mi ritrovai a drizzare le orecchie per capire da dove provenisse la musica che credevo di sentire. La sera prima, in quella stessa piazza, dai gradini della chiesa, una orchestra di archi si era esibita in un concerto. Mi resi allora conto che la musica, che credevo di sentire, in realtà era percepita dal mio corpo, quasi che le vibrazioni, prodotte dalle corde degli strumenti ad arco, fossero ancora nell’aria. Anche il silenzio ha la sua voce, basta saperla ascoltare.

La foto è stata scattata a Perinaldo, il 30 luglio 2015.

When I chose the title for this photo, I didn’t know it had already been used for two novels, two films and three pieces of music. Actually the title chosen, even if suitable for the image, speaks of my feelings at the time of shooting. The square, in front of the church of San Nicolò in Perinaldo, at first light is completely deserted. While I was wandering around, looking for the best settings for the photo, I found myself straightening my ears to understand where the music,  I thought I heard, was coming from. The evening before, in that same square, from the steps of the church, a string orchestra had performed in a concert. I realized then that the music, which I thought I was hearing, was actually perceived by my body, as if the vibrations, produced by the strings of instruments, were still in the air. Even silence has its voice, you have to know how to listen to it.

The photo was taken in Perinaldo, on 30 July 2015.

Dati di scatto:

Canon Eos 5D – Lens Ef 16-35 f/4 – Iso 100 – L. 20mm. – f/8.0 – 1/400 sec.

Il borgo dipinto

Il borgo dipinto

La salita che porta al castello di Procida è di quelle che tagliano le gambe. Ogni pochi passi sollevi la testa sperando di aver raggiunto la meta. Il fiato è sempre più corto. Coraggio, ci siamo, eccoci in cima. Lo sguardo rotola giù, e il respiro si blocca. No, non è la fatica, è la bellezza del borgo che ti paralizza. I tenui colori pastello delle case, una a ridosso dell’altra, creano un equilibrio di forme e colori, che ci aspetteremmo di trovare sulla tela di un pittore impressionista.

La foto è stata scattata a Procida nel Giugno 2018

The rise that leads to the castle of Procida is one of those that cut the legs. Every few steps you raise your head hoping to have reached the destination. You start being breathless . Come on, we are at the top. The gaze rolls down, and the breath freezes. No, it’s not fatigue, it’s the beauty of the village that paralyzes you. The soft pastel colors of the houses, one next to the other, create a balance of shapes and colors, that we would expect to find on the canvas of an impressionist painter.

The photo was taken in Procida in June 2018

Dati di scatto:

Leica C Typ 112 lens 28- 200 f/2.0-5.9 – Iso 80 – L 28mm. – F/7.1 – 1/200 sec.

La finestra di Procida

La finestra di Procida

I raggi del sole filtrano tra le imposte appena accostate. Si allungano lentamente sul guanciale, raggiungendo le mie palpebre chiuse. Mi sveglio. In piedi, apro la finestra. Il sogno continua.

La foto è stata scattata a Procida nel giugno del 2018

 

The sun rays filter through the window shutters set ajar. They slowly grow longer on the pillow, reaching my closed eyelids. I wake up. Standing, I open the window. The dream goes on.

The photo was taken in Procida in June 2018

Dati di scatto:

Leica C Typ 112 lens 28- 200 f/2.0-5.9 – Iso 80 – L 28mm. – F/8.0 – 1/125 sec.

Mercurio e Pegaso

Place de la Concorde

 

Il cielo è scuro e minaccioso. L’obelisco di Luxor punta verso le nere nubi, quasi ad assumere la funzione di un parafulmini per proteggere Place de la Concorde. In primo piano, Mercurio sull’alato Pegaso. Sembrano appena giunti, per portarti al riparo dall’imminente tempesta.

Foto scattata a Parigi, nel Luglio 2012.

The sky is dark and threatening. Luxor’s obelisk points towards the black clouds, almost as a lightning rod to protect the Place de la Concorde. In the foreground, Mercury on the winged Pegasus. They seem just arrived, to take you away from the impending storm.

Photo taken in Paris, in July 2012

 

Dati di scatto:

Canon Eos 5D – Lens 24-105L f/4 IS USM – Iso 200 – L. 105mm. – f/4.0 – 1/1600 sec